Karen Berg

Sappiamo che quelli che si reincarnano sotto il segno dei Pesci vengono in questo mondo per completare il loro lavoro finale. Tale anima ha viaggiato attraverso molte vite e i Pesci sono su questa terra per completare la loro pulizia e purificazione. In questo mese dei Pesci 2, stiamo tutti vivendo la fine dell’anno zodiacale, e con esso appare il nostro residuo lavoro spirituale e gli aspetti dentro di noi che hanno ancora bisogno di purificazione. Non solo ai Pesci è offerta  in questo mese l’opportunità di chiudere le questioni sospese e purificarsi – tutti noi abbiamo sperimentato e sperimenteremo questa stessa energia. Per fortuna, il Creatore vigila sempre su di noi e ci offre l’amore e l’assistenza di cui abbiamo bisogno. Questa settimana, mentre leggiamo la porzione della Torah che viene letta nel mese di Pesci, ci viene dato il dono della pulizia e purificazione spirituale. Immersi nelle acque dei Pesci, siamo di nuovo risanati, ci è donato il rinnovamento dello spirito e un cuore più puro per il futuro.

La porzione di questa settimana è Shmini, ed è letta in questa settimana durante lo Shabbat Parah. Shabbat Parah è lo Shabbat della pulizia che procede sempre l’inizio del nuovo anno e del mese dell’Ariete. Il Creatore ci da sempre l’antidoto prima che il caos ci colpisca, e questa settimana ci viene dato il ripristino di cui abbiamo bisogno per iniziare e procedere verso il nuovo anno nel modo migliore. Shmini descrive la reale purificazione degli Israeliti, guidati dai sacerdoti, da Aaronne e dai suoi figli. Shmini ci accompagna fino al momento in cui i sacerdoti sono stati ordinati e iniziano il loro lavoro di guarigione. Sfortunatamente, due dei figli di Aaron morirono durante questo processo. La purificazione e i sacrifici richiedevano un comportamento molto specifico ed erano rivolti direttamente al Creatore – la cui energia era al di là di ogni cosa comprensibile. Come se fossero stati troppo vicini al sole, la cui energia ha il potenziale di causare disastri, così accadde ai figli di Aaron. Ma Aaron capì immediatamente che la sua grande perdita era una pulizia e il bilanciamento del suo stesso karma. Aaron sapeva della sua parte determinante nella creazione del Vitello d’Oro, l’idolo sostitutivo di Mosè. Sapeva di aver diminuito la sua  protezione e la sua Luce creando questo sostituto di Mosè e del Creatore. Come risultato di questo errore, sapeva che i suoi figli gli erano stati portati via. La sua grande perdita fu una necessaria pulizia e bilanciamento dell’energia karmica che faceva parte del processo unico di Aaron. Oltre a questo equilibrio karmico di energia, abbiamo lo Shabbat Parah. Shabbat Parah significa Shabbat del “Red Heifer”, la Giovenca Rossa. La Giovenca Rossa era la madre del Vitello d’Oro. In questa porzione aggiuntiva dello Shabbat Parah, letta in questa settimana, insieme a Shmini, leggiamo del sacrificio della Giovenca Rossa. Miracolosamente, attraverso il sacrificio della Giovenca Rossa, l’intera caduta degli Israeliti con il Vitello d’Oro viene eliminata e purificata. Sia la storia di Aaron che lo Shabbat Parah ci forniscono una delle più grandi opportunità di pulizia spirituale, oltre a un assestamento del debito karmico per l’intero anno. Questi doni vengono per purificarci dagli errori che abbiamo commesso, rendendoci nuovi e pronti per le benedizioni future.

Nella vita, a volte ci chiediamo: “Perché mi sta succedendo?” La vita può essere piena di sfide e difficoltà. Molte volte, le cose non vanno come vorremmo e i blocchi ostacolano il nostro percorso. A volte, speriamo di no, potremmo persino provare dolore e perdite incredibili, come Aaron. È in questi momenti, se riusciamo ad essere aperti, possiamo ricordare che l’universo è costruito sulla compassione e sull’amore. Il Creatore ci invia, sempre, il sentiero più misericordioso per continuare l’evoluzione della nostra anima. Per prima cosa ci manda un sassolino, poi una pietra e poi un mattone. Le difficoltà sono lì per aprirci gli occhi e vedere dove siamo andati fuori rotta. Le sfide appaiono nella nostra vita sia per purificarci e aiutarci a imparare una lezione, o semplicemente per aprire un pò di più il nostro cuore. Nei nostri momenti di tristezza, non impariamo ad essere empatici? Nei momenti di preoccupazione e paura, non tendiamo a volgere gli occhi al cielo e chiedere aiuto? Nel nostro dolore, possiamo essere insensibili al dolore degli altri? A prescindere dalle sfide che affrontiamo, esse vengono poste davanti a noi solo ed inequivocabilmente per il nostro beneficio e la nostra crescita. È in questi ultimi giorni di Pesci, accettiamo le sfide che affrontiamo, sapendo che siamo quelli che beneficiano della pulizia che esse ci portano. Shabbat Parah, e la lettura della porzione Shmini, ci fornisce il prezioso dono della pulizia misericordiosa della nostra anima.

Questa settimana nella tua meditazione, vai in riva al mare. Guarda, di fronte a te la bellissima acqua blu che si estende ben oltre la tua visione. Il mare è blu cristallino e senza onde. Il sole splende in un cielo senza nuvole e la giornata è calda. Entra lentamente nell’acqua e immergerti nel suo calore, permettendogli di circondarti. Lasciati affondare sotto la superficie, immergendoti completamente. Senti che l’acqua ti purifica. Ora sei libero dal passato e libero dai tuoi errori. Sei purificato. Ti senti più leggero e senza limiti. Non ci sono più ostacoli nel tuo percorso. Guarda la tua vita piena di sole benedizioni. Vedi te stesso rinnovato nella tua connessione con la tua anima e la Luce del Creatore. La copertura intorno al tuo cuore è stata lavata via. Senti il tuo cuore aperto. Sei pronto a dare amore a tutti coloro che ne hanno bisogno e aperto a ricevere tutto l’amore di cui hai bisogno.