di Karen Berg

Lo Zohar ci insegna che la porzione di questa settimana, Ekev, tratta per lo più del concetto di Tikun spirituale, una parola ebraica che si traduce in: ‘correzione’. I kabbalisti insegnano che ognuno di noi ha il proprio Tikun individuale, se volete, una sorta di karma della vita passata. Giungiamo nella nostra attuale incarnazione con un certo bagaglio, errori che abbiamo fatto nelle vite precedenti, ed è nostro compito in questa vita correggere questi errori. In realtà, è scritto che un individuo può trascorrere tutta la sua vita in meditazione, con soli pensieri positivi, e quando arriva alle porte del cielo gli sarà detto che deve tornare nel mondo fisico perché anche se ha trascorso la sua vita senza aver fatto nulla di negativo, non hanno completato lo scopo per il quale è venuto in questo mondo. Con la porzione di questa settimana, impariamo che spetta a ciascuno di noi di lavorare per il nostro Tikun individuale. Nessuno può farlo per noi.

Questo mi porta alla mente una storia accaduta molti anni fa, con uno dei nostri insegnanti.

C’era una volta un allieva della Kabbalah che studiava in segreto. Non voleva che suo padre sapesse che lei stava studiando, perchè egli non riteneva opportuno per le donne studiare, e si sarebbe arrabbiato se ne avesse parlato. Una sera dopo aver studiato, chiese alla sua insegnante se poteva aiutarla a tornare a casa, perchè aveva appena acquistato il set dello Zohar e non sapeva come portare a casa il set. L’insegnante, naturalmente, le fece il favore. Caricò lo Zohar in macchina, e si misero in viaggio. Come arrivarono a casa sua, la macchina iniziò a surriscaldarsi. L’insegnante, si rese conto che aveva bisogno di acqua per l’auto, scese dal veicolo e si trovò il padre della studentessa in piedi, proprio lì. L’insegnante chiese: “Signore, vi dispiace darmi pò d’acqua? La mia auto è in panne. “In risposta, il padre iniziò a urlare e inveire, dicendo all’insegnante di sparire. “Ma signore”, insisteva l’insegnante, “come posso tornare a casa? Ho bisogno di acqua per l’auto.” Tuttavia, il padre continuò a dire all’insegnante che doveva andar via immediatamente.

L’insegnante, sconvolta e delusa, andò in un negozio di alimentari nelle vicinanze dove trovò l’acqua di cui aveva bisogno. Tornò alla sua macchina, e alla fine rientrò a casa sua. Al suo arrivo, ricevette una telefonata da parte della studentessa. Piangendo, le disse che suo padre era morto.

Nella vita, ci sono date molte possibilità per aiutarci a vicenda, o per dare una mano – e, qualche volta siamo all’altezza della situazione, e a volte non lo siamo, e va bene così. Non siamo fatti per essere perfetti, e non possiamo pretenderlo. Tuttavia, ciò che possiamo fare, è cominciare a riconoscere, ogni opportunità per assistere chi ne ha bisogno come un grande momento per ripristinare la Luce, per completare il circuito di energia, e lavorare per il nostro Tikun. Perchè non possiamo mai sapere quale sarà l’ultima opportunità in questa vita.

Questa settimana, diamo un’occhiata alle opportunità che ci si presentano, per riparare e completare. Ovunque vediamo qualcuno che ha bisogno di aiuto e assistenza, facciamo in modo di mettere da parte i nostri bisogni personali e andiamo ad aiutarli. Non è forse questa la vera essenza della spiritualità? Aiutiamo gli altri nei loro problemi, anche quando, forse, stiamo vivendo i nostri.

Vi auguro una settimana benedetta,
Karen.