Veniamo in questo mondo per imparare come diventare fari di Luce. Imparare a condividere gli uni con gli altri, a donare disinteressatamente, a vivere con un cuore amorevole e una mano generosa. Kabbalah significa “ricevere”, tuttavia siamo qui in questo mondo per dare. Questo è il grande paradosso della vita: per ricevere, dobbiamo imparare a dare. È qui che gli insegnamenti spirituali della Kabbalah ci assistono nel mostrarci il percorso verso la realizzazione – fino alla grandezza. Siamo venuti in questo mondo per apprendere come diventare esseri che condividono e  sviluppare il “Gene di Dio” dentro di noi. Il Creatore ha creato questo bellissimo mondo in modo tale da offrirci un contesto in cui realizzare questa missione spirituale. Dare, all’inizio, può essere una sfida. Potremmo sentire il dare come una perdita. Potremmo avere la paura che dando resteremo senza. Ma la fonte delle nostre benedizioni e realizzazione, non l’abbiamo mai trovata nelle cose che riceviamo. Sicuramente, tutti abbiamo visto persone che apparentemente hanno tutto ciò che la vita può offrire, ma sono infelici. Ironia della sorte, il vero appagamento deriva dal realizzare la nostra missione spirituale in questa vita. È allora che diventiamo noi stessi creatori e questa trasformazione è ciò che ci porta la felicità che desideriamo ardentemente raggiungere.Questo paradosso è la nebbia che vediamo nelle nostre vite. Molte grandi persone della storia hanno scoperto il potere della condivisione e hanno dedicato la vita a insegnare questo segreto. Questa settimana, ci viene mostrato il nostro cammino verso la grandezza. L’intelligenza energetica della settimana ci chiama per conoscere questa via verso la più autentica vocazione del nostro cuore e per diventare una grande Luce nel mondo. Ci vengono date le chiavi per ricevere tutto. Perché è nel dare che riceviamo. È nel servizio all’umanità che realizziamo la nostra missione sulla terra e, nel processo, sperimentiamo la nostra più grande realizzazione.

Questa settimana, la nostra guida all’energia cosmica è la porzione di Tetzaveh. È una porzione davvero unica in cui da nessuna parte viene menzionato il nome di Mosè. Un personaggio insostituibile sembra semplicemente scomparire. Come può mancare una figura così importante? Questa porzione della Bibbia, non a caso, cade nel mese dei Pesci. L’energia presente questa settimana opera in sinergia con l’attuale influenza cosmica del mese e la nostra porzione settimanale. Sono tutti progettati per aiutare l’umanità nel suo viaggio nella vita. Mosè era un del segno dei Pesci. Era noto per essere stato elevato a uno stato di mezzo angelo e metà uomo. Mosè aveva vissuto la sua vita con tanta compassione e cura che il Creatore lo scelse per aiutare gli Israeliti, e tutti noi, nel nostro viaggio spirituale. Mosè visse una vita di umiltà, servizio e cura per gli altri. In questo modo, è stato in grado di ricevere tutto. Mosè aveva la capacità di avere una connessione con il Creatore come nessun altro umano prima. Ad un certo punto del viaggio degli Israeliti, il Creatore desiderava distruggerli. Il Creatore sentiva che non erano né redimibili né in grado di ascendere ulteriormente dal punto di vista spirituale. Ma, intervenne Mosè. Egli pregò per loro. Chiese al Creatore, “Ma ora, per favore perdona il loro peccato – ma se non è possibile, allora cancellami dal libro che hai scritto.” Quel libro è, ovviamente, la Torah, che spiegava tutto ciò che era accaduto, compresi i Dieci Comandamenti e tutto ciò che il Creatore aveva donato all’umanità, incluso il ruolo centrale di Mosè. Mosè era disposto a essere rimosso da tutta l’esistenza per aiutare e salvare gli Israeliti. La Bibbia ci dice: “Non c’era nessun altro profeta che si elevò in Israele come Mosè, che conosceva il Signore faccia a faccia.” L’anima suprema sulla terra si preoccupava così profondamente degli altri, che era disposto a essere completamente cancellato. La sua richiesta di fare leva su se stesso per salvare gli altri, funzionò. Il Creatore ascoltò Mosè e diede al popolo un’altra possibilità. Inoltre, il Creatore non cancella il nome di Mosè dalla Bibbia, ma solo in questa porzione di Tetzaveh che cade nel mese dei Pesci. È da questa porzione che riceviamo la forza di servire e aiutare i nostri simili. Infatti, i kabbalisti dicono che questa è la porzione in cui possiamo ricevere la totalità della grandezza di Mosè per sostenerci nel nostro viaggio, perché è in questa porzione che egli si è reso così piccolo. Un altro grande paradosso. Il nome di Mosè non appare in questa porzione, eppure qui brilla ancora più luminoso. È col suo essere al servizio degli altri, con la sua sollecitudine per l’umanità e la sua volontà di non ricevere nulla, che è riuscito a elevarsi alla grandezza.

Cosa significa essere un vero leader? Cosa significa essere grandiosi? Come possiamo far ricordare il nostro nome per migliaia di anni alle generazioni future? Che cosa dobbiamo fare per realizzare la missione della nostra anima e vivere una vita di gioia? Per fortuna, c’era già un Mosè e noi non dobbiamo essere lui. Non dobbiamo neanche diventare angeli. Siamo venuti in questo mondo per essere felici. Siamo venuti nel mondo per ricevere, e Mosè ci ha mostrato una via. Il nostro cammino è tracciato davanti a noi. È attraverso l’umiltà e la cura degli altri, apriamo le porte all’abbondanza in tutte le sue forme e non solo per noi stessi. È quando desideriamo essere al servizio che diventiamo leader. È quando siamo disposti a diventare piccoli che possiamo diventare grandi. Quando diamo, riceviamo tutto.

Questa settimana nelle tue meditazioni, dai il benvenuto a Mosè nel tuo cuore. Quando una persona cara non è più con noi, non è più vincolata dai limiti della fisicità, allora è in grado di aiutarci in un modo illimitato e sconfinato come non è mai stato possibile prima. Questa settimana, parla a Mosè,. Chiedigli la sua guida nel tuo percorso. Chiedigli di conferirti le qualità dell’amore, della cura e del servizio. Chiedi a Mosè di aiutarti nel tuo viaggio verso il tuo livello di grandezza. Siamo stati portati in questo mondo per dare quanto più possiamo ed è molto bello che questo sia il modo in cui, alla fine, riceveremo tutto.