di Karen Berg

Molti di voi, che sono stati studenti al Centro per molto tempo, ricorderanno quanto spesso Rav Berg sottolineava l’importanza della porzione di questa settimana. Pinchas è un potente strumento di guarigione datoci dal Creatore e rivelato dai kabbalisti.

Pinchas è un potente strumento di guarigione e cade sempre durante il mese del Cancro per darci il sostegno energetico di cui abbiamo bisogno non solo dopo che la malattia ci colpisce, ma prima che si manifesti nel nostro corpo. Come insisteva il Rav, l’energia di guarigione di Pinchas attacca ogni malessere dormiente che esiste dentro di noi, e i 7 giorni che portano alla lettura della porzione stessa aiutano a porre le basi per ricevere quanto più possiamo di questa pura energia curativa, simile ad un laser. Poiché questa opportunità spirituale arriva, ma una volta all’anno, vorrei chiedere qualcosa alla nostra comunità globale: questa settimana, uniamoci, in una unica consapevolezza; un singolare fuoco dal profondo della nostra anima, così che possiamo inviare questa energia verso l’esterno, a tutta l’umanità?

C’è tanto da dire sulla porzione di Pinchas della Torah e la lettura di ciò che avverrà nei nostri Centri di tutto il mondo questo sabato mattina. È scritto che ciò che ha reso Pinchas un leader, ciò che lo ha reso così unico, è che gli è stato dato il dono di shalom, che significa pace. La malattia (o, dis-agio, se vuoi) si dice che inizi nel cuore. Pensate. Se questo fosse vero, e credo che lo sia, quante malattie potrebbero essere eliminate se solo potessimo guarire il nostro cuore? Lo Zohar nella porzione di Pinchas ci dà un segreto, la migliore medicina preventiva è la pace interiore.a

Lasciamo entrare nel nostro cuore, regolarmente, trooppe cose che ci turbano, dalle banali questioni di qualcuno che ci interrompe nel traffico alle cose più importanti della vita che non sempre si rivelano esattamente come avevamo sperato e pianificato . Pinchas, tuttavia, era l’incarnazione della pace interiore. Non è stato turbato. Non è stato scoraggiato. Non gli importava di quello che gli altri pensavano o dicevano di lui. La sua unica preoccupazione era connettersi alla luce del Creatore. Era questo desiderio che gli dava pace nella mente, nel cuore e nell’anima.

Questa settimana, mettiamo alla porta, le nostre paure e preoccupazioni; perché sono illusioni che non ci servono. Se c’è il caos, restiamo fermi nella certezza che anche questo passerà. Cerchiamo di trovare quel posto dentro di noi che permetta agli altri di essere ciò che sono invece di ciò che vogliamo che siano. Con ogni respiro che prendiamo, riempiamoci di amore incondizionato, ed espiriamo ogni disagio che potremmo provare nei confronti degli altri e, cosa più importante, verso noi stessi.