Michael Berg

Lo Zohar, nella porzione di Bechukotai, fa un’affermazione sorprendente riguardo alla porzione di Balak. Comincia citando un versetto dell’Heforah, del profeta Michea, che leggiamo nello Shabbat di Balak,  in cui il Creatore ci parla, dicendo: “Ricorda cosa ha fatto Balak e cosa voleva fare Bilaam”. Lo Zohar dice che noi  quando invochiamo il Creatore e diciamo: “Guardaci, ricordati di noi, rispondi alle nostre preghiere”, ma le nostre preghiere rimangono senza risposta, la ragione è perché non abbiamo memoria di ciò che il Creatore ci dice di ricordare: tutta storia di Balak e Bilaam.

In breve, è la storia di Balak, re di Moab e Bilaam, entrambi grandi stregoni. Balak temeva e odiava gli Israeliti, e sapeva che da solo non era abbastanza potente per distruggerli, perché erano protetti dalla Luce del Creatore. Perciò convinse il suo nemico, Bilaam, ad aiutarlo nella suo tentativi di maledire gli Israeliti.

Quindi lo Zohar ci dice che c’è una lezione molto importante nella porzione di Balak che è poi la causa del perché le preghiere non hanno risposta. Nella porzione Zohar di Balak, c’è una bella discussione sul verso che dice: “Il Creatore fa miracoli che solo Lui conosce”. Balak e Bilaam si avvicinarono per distruggere completamente tutti gli Israeliti nel deserto, e nessuno ne aveva consapevolezza. Non Mosè, Aronne o alcuno degli Israeliti. Quando leggiamo la storia, vediamo che non c’è mai stata alcuna interazione tra loro. Gli Israeliti vivevano la loro vita come se tutto andasse bene, mentre nello stesso momento, Balak e Bilaam, le due forze più negative del mondo, si stavano avvicinando sempre di più per distruggerli completamente.

Ma quì, il miracolo degli Israeliti che vengono salvati è diverso da qualsiasi altro miracolo, persino più grande della Scissione del Mare e dell’uscita dell’Egitto. Perché? Perché nessuno degli Israeliti sapeva di aver bisogno di questo miracolo. Nessuno pregava per un miracolo, nessuno stava chiedendo un miracolo, nessuno era preoccupato per questo. “Il Creatore fa miracoli, e solo Lui li conosce.” Il grande segreto di questa porzione, quindi, è che siamo in realtà più in pericolo quando non abbiamo idea di esserlo, e che in realtà abbiamo bisogno di maggiore assistenza proprio quando non abbiamo idea di averne bisogno.

Quando tutto va bene per noi e le nostre famiglie, quando tutto va bene, ci ricordiamo la storia di Balak e Bilaam? Quando tutto va bene, in quei momenti siamo forse preoccupati come quando il dottore, un avvocato o qualcun altro ci dice che abbiamo motivo di cui preoccuparsi? No! Vediamo che tutto va bene e non pensiamo che dobbiamo preoccuparci, quindi non ci spingiamo nel nostro lavoro spirituale o nella nostra connessione. E poi, quando succede qualcosa, è quello il momento in cui spingiamo. Se pensiamo in questo modo, tuttavia, lo Zohar dice che le nostre preghiere in realtà non hanno potere e la nostra connessione con la Luce non è forte.

Se vogliamo che le nostre preghiere siano esaudite, se vogliamo una vera connessione con la Luce del Creatore, dobbiamo renderci conto che ci sono infinite forze negative in questo mondo, e l’unico modo per essere protetti da esse è conoscerle. Se possiamo davvero vivere la nostra vita in questo modo, sapendo che solo perché tutto sembra andare bene, ciò non significa che all’esterno non ci sia una forza negativa, quindi possiamo aver bisogno di essere protetti. Lo Zohar ci dice che ogni giorno, quando ci svegliamo, ci sono forze che cercano di iniettare in noi la negatività. E così, ogni giorno, dobbiamo combattere, pregare e connetterci per proteggerci dalle forze di cui non abbiamo idea e tentano di farci del male.

Pertanto, è importante provare a vivere la nostra vita in questo modo, sapendo che in ogni singolo momento non possiamo essere negligenti nelle nostre connessioni e nel lavoro spirituale, perché quello potrebbe essere il momento in cui le forze di Balak e Bilaam, le forze della negatività, cercheranno di entrare. E se in ogni momento, indipendentemente da come stiano andando le cose, ci spingiamo sempre nella nostra connessione con la Luce, e nelle nostre preghiere, e poi le preghiere sono esaudite, allora siamo davvero connessi alla Luce del Creatore.a

C’è una storia che mio padre, Rav Berg, amava spesso raccontare. Qualcuno andò da lui e gli disse: “Non crederai allo straordinario miracolo che mi è successo oggi! Stavo andando al Centro e una macchina ha investito la mia, la sua macchina è stata distrutta, ma la mia aveva solo un graffio!” Al che, Rav Berg avrebbe risposto, “Davvero? Oggi io ho avuto un miracolo più grande. Ho guidato fin qui e non è successo niente.” Perché? Perché il Creatore crea costantemente per noi miracoli che non conosciamo per niente. E se riusciamo a capirlo, allora possiamo attirare regolarmente quei miracoli e quella protezione nella nostra vita.