In punti diversi, in modi e tempi diversi, nel Talmud e nello Zohar, il Creatore dice, “DamMi un’apertura non più grande della cruna di un ago, ed Io ti aprirò le Porte del Cieli”. Per la maggior parte di noi questo insegnamento significa che dobbiamo fare un pochino, creare una piccola apertura, e la Luce del Creatore si rovescerà su di noi e farà il resto. Però, dobbiamo comprendere questo verso in un modo più profondo.

“DamMi un’apertura non più grande della cruna di un ago, ed Io ti aprirò le Porte del Cieli”.  C’è una storia nel secondo libro di Samuele, nel capitolo 7. Re Davide era arrivato ad un punto della sua vita in cui le cose iniziarono a calmarsi, ed il Creatore gli diede pace da tutti i suoi nemici. E Re Davide dice al profeta Nathan, “Stavo pensando a questa cosa: sono seduto in questa casa bellissima fatta di legno di cedro, mentre l’Arca dell’Alleanza, dove si trovano le Tavole della Legge, la manifestazione fisica più importante della Luce del Creatore in questo mondo, non si trova in un bel posto. Questa cosa non ha senso”. 

Nathan non sa proprio cosa rispondere a Re Davide e dice, “Qualunque cosa ci sia nel tuo cuore, va e falla. Il Creatore è con te”. Quella notte il Creatore si rivela al profeta Nathan e gli dà direttamente questa profezia per Re Davide: “Va’ dal Mio servo Davide a dirgli che Io non ho mai avuto una casa. C’era una tenda quand’ero con Mosè e c’era il Tabernacolo nel deserto, ma Mi sono sempre dovuto spostare. In tutto questo tempo, centinaia di anni, fin dal tempo dell’uscita dall’Egitto, non mai comandato a nessuno nemmeno una volta, di costruirMi una casa. La tua idea è giusta, Re Davide. Costruirò una dimora fisica dove la Luce del Creatore si poserà. Ci sarà una costruzione fisica. 

Quando questa costruzione sarà costruita, ci sarà pace nel mondo, e ci sarà una gigantesca quantità di Luce che arriverà non solo in questo luogo, ma in tutto il mondo”. 

Ci fu un p periodo tumultuoso dal tempo dei profeti, al tempo dei giudici, al tempo dei Re, al tempo di Re Davide. Quindi, il Creatore dice a Nathan di dire a Re Davide, “quando lascerai questo mondo, ti prometto che il regno di tuo figlio”, che noi sappiamo era Re Salomone, “sarà anch’esso molto pacifico. Egli costruirà un luogo dove Io potrò dimorare. Ed Io darò a tuo figlio la pace per sempre”. E lo Zohar ci dice che non ci fu un periodo di pace in Israele e nel mondo intero come al tempo di Re Salomone. 

Il Creatore dice, “Sarò per tuo figlio, per Salomone, come un padre, ed egli sarà come un figlio per me”. E poi va avanti facendo a Re Davide alcune altre promesse: “tutta la mia benevolenza non abbandonerà mai Re Salomone. E per tutto il tempo fino alla Fine della Correzione, tu sarai il canale”. I Kabbalisti insegnano che il Mashiach,

l’anima che verrà nel mondo a portare la fine del dolore, della sofferenza e della morte sarà l’anima di Re Davide; ed è qui che egli riceve questo potere. 

“Dalla più piccola apertura può scorrere una Luce gigantesca”.  

Nathan si sveglia dalla visione e dice a Re Davide tutto quello che ha visto. Ma perché Re Davide meritò tutto questo in quel momento?

Il Creatore dice qualcosa di molto interessante: “in tutti questi anni nessuno ha chiesto un luogo di dimora, e Io non l’ho chiesto. Ma tu lo hai chiesto”. E allora ci fu come un diluvio di benedizioni, di Luce, che si aprì per Re Davide. Questo è il segreto di, “DamMi un’apertura non più grande della cruna di un ago”. Perché ci sono dei momenti, molto spesso, in cui il Creatore sta solo aspettando di inondarci di benedizioni. 

In questo caso, successe perché Re Davide si fermò a pensare a se stesso e do, “Cosa posso fare per il mondo? Cosa posso fare per la Luce del Creatore?” Tutto qua; egli doveva fare solo la domanda e la Luce incominciò ad inondarlo. 

La luce del Creatore non aspetta altro che ricoprirci delle sue benedizioni. Come possiamo farlo accadere? C’è una cosa che dobbiamo capire. Non dipende da ciò che facciamo. Dipende semplicemente dal fatto che lo chiediamo e che risvegliamo il nostro desiderio. Se il Re Davide non lo avesse chiesto, la Luce del Tempio non si sarebbe risvegliata e la promessa che il Re Davide sarebbe stato il Messia che avrebbe messo fine al dolore, alla sofferenza e alla morte, non sarebbe stata rivelata.

Sono incredibili le benedizioni che blocchiamo a causa della nostra mancanza di apertura. Ma perché le nostre piccole aperture non creano lo stesso flusso (di benedizioni, n.d.r.) che ha creato il Re Davide? Perché non abbiamo apprezzamento. Lo diciamo, lo capiamo, ma ci crediamo veramente? Poiché il semplice fatto che il Re Davide si è posto la domanda “Com’è possibile che io viva in questa bella casa, e la Luce del Creatore non abbia un posto dove riposare per sempre?”, significa che egli ha avuto considerazione per ciò che anche la più piccola delle aperture può fare, e pertanto, la Luce è scesa in abbondanza per lui. Dobbiamo veramente riuscire a capire che ciò che è stato possibile per il Re Davide – le promesse che il Creatore gli ha fatto e la Luce che ne è derivata – possono arrivare allo stesso modo anche attraverso le nostre piccole aperture.

Noi preghiamo sempre, leggiamo sempre lo Zohar, ma quanti di noi credono veramente che quelle benedizioni possano fluire anche per noi? La profezia che ha ricevuto Nathan per il Re Davide e tutte quelle meravigliose benedizioni e la Luce che sono scese sul Re Davide sono scaturite da una piccola connessione. Tuttavia, se non ci crediamo veramente e non abbiamo apprezzamento, ciò non potrà accadere. Dobbiamo sapere che davvero da una piccola apertura può fluire una incredibile quantità di Luce. E se siamo consapevoli di questo, abbiamo anche il potere di farlo accadere.