La porzione Bechukotai inizia, Im bechukotai telechu, “E poi camminerete lungo la Mia strada”, ve’natati gishmeikhem beitam, “ allora meriterete tutte le benedizioni che la Luce del Creatore può darvi”. E la Midrash, in questa porzione, discute sul significato che ha qui la parola camminare. Racconta che re Davide diceva, “ogni mattina, mi svegliavo con il mio programma per la giornata, e poi succedeva qualcosa, i miei piedi mi trascinavano al luogo dello studio o della preghiera”.

Che cosa vuol dire? È un insegnamento molto importante: la ragione è che nessun uomo, di per sé, ha la capacità di trovare il giusto cammino. Qualche volta pensiamo che se solo avessimo abbastanza cervello o abbastanza tempo, potremmo sistemare le cose. Ma dobbiamo arrivare a capire che la nostra mente, e anche la anche la mente più grande, non riuscirà mai a trovare da sola il giusto cammino. Questo non vuol dire che non dobbiamo usare la nostro mente, ma significa che dobbiamo iniziare con un presupposto che dice, “io so che non importa quanto sono sveglio e quanto capirò, la verità ultima, la direzione e la risposta sono qualcosa che va oltre la capacità della nostra ragione, e della mente umana in generale. Perciò, mentre vivo la mia vita e affronto la mia giornata, sì, userò sempre la mia mente, ma la dovrò anche diminuendo”.

La verità ultima e la risposta ad ogni domanda che abbiamo o ad ogni indicazione di cui abbiamo bisogno non è qualcosa che potremmo raggiungere semplicemente usando le facoltà della nostra mente. Ripeto, ciò non esclude il bisogno di usare la mente, ma significa che abbiamo bisogno di avere l’umiltà e la chiarezza che la nostra mente non ci porterà alla fine… Non può; non ne ha le capacità. Tuttavia, usando e contemporaneamente diminuendo la ragione, e ricordandoci sempre che la fine del percorso non può essere dove la nostra ragione ci vuole portare, perché la nostra ragione è limitata, noi riceviamo i messaggi e le indicazioni da un luogo più elevato, dalla Luce del Creatore. È attraverso questo lavoro sulla consapevolezza, sul diminuire quanto siamo dipendenti dal modo in cui la nostra ragione vede le cose, sapendo che la nostra ragione da sola non ci porterà dove abbiamo bisogno di andare, che la nostra ragione sarà innalzata ad un luogo più elevato.

La ragione può essere una cosa molto potente, ma può essere anche una barriera tra la nostra vita e la Luce del Creatore. Quindi, se usiamo sempre la nostra ragione, dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che non ne vogliamo essere totalmente dipendenti. Dobbiamo continuamente diminuire o ridurre la nostra ragione in modo da permettere ai nostri pensieri di essere innalzati, così che li riceveremo da un nuovo più elevato. Questo è ciò che ci sta dicendo Re Davide. Egli sapeva che la sua ragione era limitata, e poiché lo ricordava continuamente a se stesso, egli finiva con ricevere sempre il giusto pensiero, e si trovava sempre nell’esatto luogo in cui aveva bisogno di trovarsi per imparare o per connettersi. Si tratta di un equilibrio molto difficile tra la ragione e la riduzione della ragione che può portare ognuno di noi, come re Davide, nella giusta direzione e ad avere i giusti pensieri.

Abbiamo già parlato di quanto i dubbi e le paure danneggino i canali di aiuto che il Creatore ha preparato per noi quando siamo nati, e abbiamo chiesto perché questi dubbi e queste paure debbano essere costanti. Perché non possiamo passare una settimana senza che qualcosa fuori o dentro di noi ci preoccupi? La risposta, che ha a che fare con questo insegnamento, è che la ragione deve essere combattuta. La ragione deve affrontare una lotta per ricevere la verità. La ragione deve essere bombardata ogni giorno, così che noi la combattiamo e la eleviamo per trovare la verità e per farci portare nel posto giusto. 

Perciò, se vogliamo risvegliare la forza e il desiderio di non cedere al dubbio e alla paura, perché capiamo che così facendo danneggiamo i canali di aiuto che il Creatore ha preparato per noi, dobbiamo anche accettare la battaglia per la certezza. Perché questa battaglia permette alla ragione di essere ridotta in modo tale che potremo poi trovare la verità e arrivare ad un punto in cui saremo capaci di vedere il giusto cammino. Di conseguenza, la battaglia deve essere continua. E più Luce riceviamo nello Shabbat Bechukotai, più riusciremo a vincere questa battaglia, e più la mente inizierà ad indirizzare la nostra vita verso dove ha bisogno di andare. È un grande dono di elevazione e di consapevolezza che possiamo ricevere in questo Shabbat; è un dono con cui possiamo individuare, davvero e sempre, sia dove abbiamo bisogno di essere e sia la verità che c’è in ogni singolo giorno.