Michael Berg

Nella porzione di Masei, c’è una discussione sull’intero viaggio degli Israeliti nel deserto, e verso la fine accade qualcosa di molto strano. Per 40 anni, Mosè aveva guidato gli Israeliti attraverso il deserto, dicendo loro che stavano per entrare nella terra di Israele. Mentre stanno finalmente per attraversare il fiume in questa terra, le due tribù di Ruben e Gad, e metà della tribù di Menasha, dicono che non vogliono andarvi. Dicono a Mosè che sono felici nella terra dall’altra parte del fiume Giordano e vogliono restarvi.

Quando leggiamo questa storia nella Torah e i commenti su di essa, la loro scelta sembrerebbe essere negativa. Tuttavia, Mosè, quando sta per lasciare questo mondo, parla di quella terra e loda la sua decisione, dicendo: “Questa è la terra migliore, e la loro scelta è stata la scelta giusta. La terra che hanno scelto è dove la Luce del Creatore è veramente rivelata. “Quindi, come possiamo comprendere queste due realtà contraddittorie?

Per iniziare a spiegare questo, lo Zohar condivide un insegnamento sulle 10 Sefirot, i livelli o Emanazioni, attraverso le quali la Luce scorre verso il nostro mondo. L’ultimo, è il più basso, e sette sono considerati la Luce rivelata, e i tre più alti sono considerati l’O HaGanuz, la Luce Nascosta. E, nella Kabbalah, apprendiamo che lo scopo della nostra vita, in realtà, non è quello di connetterci alla Luce facile o rivelata dei livelli inferiori, ma alla Luce Nascosta dei livelli superiori.

Perché? Perché quando si parla di porre fine al dolore, alla sofferenza e alla morte nel nostro mondo, non sarà rivelata attraverso i sette livelli inferiori, che rappresentano le cose sono facili, quando siamo eccitati o quando siamo ispirati a connetterci al Creatore, ma dai primi tre, la Luce nascosta. Se passiamo tutta la nostra vita in connessione solo quando siamo ispirati e condividiamo solo quando ci sentiamo bene, allora non creiamo la connessione con la Luce, connessione per la quale siamo venuti in questo mondo.

Nello Zohar, si dice che, dopo che Rav Shimon Bar Yochai aveva lasciato questo mondo, gli studenti rimasti avevano vissuto un tremendo dolore. Uno in particolare era Rav Chiya, che aveva passato giorno e notte con il suo insegnante prima della sua morte, ed era tanto sofferente che cadde a terra, piangendo. Aveva bisogno di trovare un modo per riconnettersi con il suo insegnante, così aveva digiunato, poiché il digiuno spesso abbatte le barriere del corpo fisico e ci permette di connetterci alla Luce del Creatore. Quindi, Rav Chiya digiunò per 40 giorni sperando che, grazie ad esso, avrebbe rivisto il suo insegnante. Tuttavia, dopo 40 giorni, udì una voce dai Cieli che gli disse che non aveva il merito di vedere il suo insegnante. Quindi cosa fece? La maggior parte di noi probabilmente avrebbe rinunciato, ma Rav Chiya no. Decise di digiunare per altri 40 giorni, dopo di che il suo insegnante Rav Shimon e il figlio del suo insegnante, Rav Eleazar, andarono da lui in una visione. 

Quindi, l’intera porzione, parla dell’insegnamento e della visione che Rav Chiya aveva ricevuto. Ma c’è una parte specifica che voglio condividere, e che si riferisce alla contraddizione di come la stessa cosa può essere vista sia come negativa che come positiva. Quando Rav Chiya stava avendo questa visione, e si riconnetteva con il suo insegnante, dice che Rav Shimon domandò: “Chi tra di voi ha il potere di trasformare le tenebre in Luce, e la capacità di sentire dolce ciò che gli altri sentono amaro? Se sei in grado di raggiungere quel livello in questo mondo, allora hai la capacità di connetterti alla vera Luce del Creatore, la Luce Nascosta, e hai la capacità di realizzare lo scopo per compiere il quale sei venuto in questo mondo”.

Pertanto, noi dobbiamo chiederci, che tipo di persona siamo; abbiamo la capacità di essere in una situazione tremendamente negativa e vederla e trasformarla come fosse positiva? Perché, come apprendiamo qui, la Luce Nascosta è una Luce più grande, e il nostro scopo di essere in questo mondo non è semplicemente di attingere e godere della Luce già rivelata, ma di trasformare l’oscurità in Luce Nascosta, e quindi rivelarla. Iniziamo a farlo cambiando il modo in cui focalizziamo il nostro lavoro spirituale e la nostra connessione.

Quando capiamo che lo scopo del nostro essere qui non è semplicemente per i momenti piacevoli e ispirati, ma per essere in grado di assaporare l’amarezza come dolcezza nei momenti più oscuri, ci dà una diversa comprensione del perché accadono cose apparentemente negative, e, quindi, come poter iniziare a sperimentarle. Sapendo che i piani del nostro ego non sono sempre quelli giusti, e che la situazione che ci viene presentata è esattamente perfetta e quella di cui abbiamo bisogno, arriviamo al punto di essere in grado di trasformare l’oscurità in Luce e assaporare l’amarezza come dolcezza, il livello che alla fine ci connette alla Luce nascosta e al nostro scopo, per realizzare il quale siamo venuti in questo mondo.