di Michael Berg

C’è un’interessante discussione all’inizio della porzione Tzav. Comincia, “Il Creatore parlò a Mosè, dicendogli: Comanda Aronne e i suoi figli, dicendo loro, questa è la legge dell’olocausto…” Qui, il Creatore sta spiegando il lavoro che i sacerdoti, i kohenim, dovevano fare ogni mattina nel Mishkan. L’altare aveva un fuoco che bruciava tutto il tempo e durante la notte vi erano stati bruciati tutti i sacrifici che erano stati portati. Al mattino, il prete indossava indumenti speciali, andava all’altare, ne estraeva una certa quantità di cenere e poi li bruciava, rendendoli un sacrificio. Chiaramente, questo non è il lavoro di un semplice addetto alle pulizie; quindi, quale era il significato di questa azione, e cosa dobbiamo imparare da essa?

Mio padre, Rav Berg, parlava spesso del fatto che tutto ciò che vediamo è un’illusione. Una delle più grandi illusioni in cui cadiamo è l’idea di separazione. Ad esempio, ci confrontiamo con grandi giganti spirituali come Rav Shimon bar Yochai e Rav Ashlag, e crediamo di essere separati da loro. Lo facciamo anche nella nostra vita, poiché ci sono momenti in cui ci sentiamo elevati e connessi, e ci sono momenti in cui ci sentiamo sminuiti e svalutati. Ci sentiamo separati. Tuttavia, tutti questi pensieri di separazione e divisione tra dove siamo oggi rispetto a dove eravamo o dove saremo, e tra dove siamo rispetto a dove sono gli altri, in realtà riducono il valore del lavoro che facciamo. Tutti questi pensieri sono una totale illusione.

Nel Tabernacolo c’erano diversi livelli di sacrificio che una persona poteva portare a seconda di ciò che poteva permettersi. La falsa comprensione di ciò, era che più una persona portava, più era connessa e poteva rivelare più Luce. Tuttavia, questa era un’illusione, ed è per questo che il Creatore disse al sacerdote che ogni mattina la prima e più importante cosa da farsi era togliere le ceneri bruciate dall’altare e renderle come sacrificio. Ai nostri occhi vediamo cenere come qualcosa di basso e i sacrifici più costosi come più elevati. Il Creatore ci sta mostrando attraverso questa elevazione delle ceneri che il sacrificio delle ceneri rivela tanta Luce quanto tutti gli altri sacrifici che nel nostro mondo illusorio sembrano essere di una qualità migliore. Ogni singola offerta rivela tanto Luce quanto l’altra.

Questo succede nelle nostre vite, perché il credere nella separazione ci influenza. Riduciamo il nostro lavoro quando pensiamo, consapevolmente o inconsapevolmente, sia che siamo meno connessi o ispirati in alcuni giorni, e quindi il nostro lavoro non rivelerà molta Luce e quindi pensiamo di poterlo fare meno. Ma questo non è vero, e così quando il Lato Negativo cerca di insinuarsi e ci dice che la nostra connessione sarà minore e la quantità di sforzi che possiamo mettere in essere può essere inferiore, dobbiamo ricordare che è un’illusione. Proprio come non ci sono sacrifici più o meno elevati, la Luce può essere rivelata in qualsiasi momento, in qualsiasi momento, anche dal livello più basso.

I kabbalisti spesso insegnano, e lo Zohar lo chiarisce, che la prima cosa che facciamo al mattino è l’azione più importante, perché influenzerà tutto la nostra giornata. E come nella porzione di Tzav, la prima cosa che l’anima più elevata, il sacerdote, fa al mattino era elevare le ceneri e portarle come sacrificio, come mezzo per dimostrare questa comprensione che le differenze di livelli sono tutte illusorie. Non importa dove siamo e cosa stiamo facendo, in qualsiasi momento, possiamo rivelare una grande quantità di Luce come l’anima più grande nel momento di maggiore elevazione. Ogni volta che ci sentiamo più in basso, e per quella sensazione di svalutazione riduciamo o valutiamo meno le nostre azioni, dobbiamo ricordarci questo insegnamento dell’elevazione delle ceneri.