Michael Berg

Il processo di purificazione di un individuo dalla tzara’at, lebbra, avviene nella porzione di Metzora. Tuttavia, non si tratta solo della lebbra, ma anche della purificazione di ogni individuo che si sia trovato nell’oscurità a causa delle proprie azioni negative.

Si dice che la persona che ha la lebbra viene mandata fuori della città in cui vive. Dopo sette giorni, il kohen, il sacerdote, esce dalla città e si accerta che quella persona abbia attraversato abbastanza purificazioni; se è così, allora a lui o a lei è permesso di tornare indietro. L’intero processo del kohen, che va e scopre se quella persona può tornare o no,  insegnano i kabbalisti che contiene una quantità enorme di segreti – e su uno, si basa tutto il lavoro spirituale.

Lo scopo del lavoro spirituale, spiegano, è di recuperare le scintille di Luce che sono state cedute al Lato Negativo, chiamate klipot. Queste scintille originariamente arrivarono attraverso quello che viene chiamato il peccato, o la caduta, di Adamo, e sfortunatamente, nel corso della storia, l’umanità ha anche inviato collettivamente quelle scintille al Lato Negativo. E il Gemar HaTikun, la Fine della Correzione, avverrà quando quelle che vengono chiamate le 288 scintille sono elevate dal Lato Negativo.

Ci sono modi per elevare queste scintille attraverso le nostre connessioni spirituali e il lavoro, ma c’è anche una parte molto importante a cui non prestiamo attenzione, che è cruciale per il processo. Ogni venerdì sera allo Shabbat, cantiamo un versetto che si traduce in “l’anima si sveglia alla notte, ed è allora che porta sostentamento nella nostra casa”. I kabbalisti spiegano che “la notte” si riferisce ai momenti in cui ci troviamo nell’oscurità, e che dobbiamo sapere che non è per un errore che siamo lì. Perché? Perché è nell’oscurità, nel regno delle klipot, dove risiedono le scintille, che abbiamo bisogno di elevare.

Pertanto, quando ci troviamo in un luogo buio, le scintille saltano sulla nostra anima. E quando ci ricongiungiamo alla nostra cnsapevolezza, siamo in grado di elevare tutte quelle scintille che si erano attaccate a noi. Tuttavia, se non apprezziamo ciò che è appena accaduto nell’oscurità e vogliamo semplicemente andare avanti e dimenticarlo, non avremo l’opportunità di elevare quelle scintille. È, quindi, incredibilmente importante avere questo apprezzamento in modo da poter abilitare il processo dell’elevazione delle scintille ogni volta che usciamo da un momento di oscurità. Perché quando una quantità sufficiente di queste scintille è elevata, non solo porterà tutta la Luce di cui abbiamo bisogno nella nostra vita, ma anche la fine del dolore, della sofferenza e della morte in questo mondo.

È davvero un insegnamento incredibile: la ragione per cui cadiamo, la ragione per cui siamo nell’oscurità, è perché abbiamo bisogno di essere in prossimità di quelle scintille che sono ancora sotto il controllo del Lato Negativo, così che quando ci eleviamo, eleviamo quelle scintille con noi. Pertanto, dobbiamo apprezzare i tempi dell’oscurità, sapendo che è in quei momenti, in cui le scintille si attaccano a noi, è allora che possiamo elevarle. Questo è il motivo per cui, nel lavoro spirituale, sembrano sempre esserci cicli di ispirazione e mancanza di ispirazione, Luce e oscurità; è proprio in quei momenti in cui siamo nel punto più basso in cui le scintille si attaccano a noi, e poi dopo, quando siamo risvegliati e di nuovo connessi, le eleviamo. Uno dei doni, quindi, che possiamo ricevere con lo Shabbat Metzora è la comprensione che in qualsiasi momento della nostra vita quando ci sentiamo bassi e sconnessi, è un momento importante. Perché quando ci ricongiungiamo, siamo in grado di elevare le scintille che si sono attaccate a noi.