La porzione Tazria discute lashon hara, 

la negatività che viene creata quando si parla in modo negativo. Abbiamo già parlato del danno che può fare il pronunciare parole di lashon hara can do. Però, vorrei condividere un altro concetto circa l’importanza delle parole che pronunciamo. 

Leggiamo nel Libro dei Proverb, Ish Lefi Mahalalo. Rabbenu Yonah, il grande Kabbalista di Gerona, in Spagna, ne ‘Le porte del pentimento’ spiega il concetto 

che se vogliamo conoscere com’è una persona ed in quale stato di consapevolezza si trova, allora dobbiamo scoprire cosa esce dalla sua bocca. In sostanza, quali sono le cose che mette in evidenza? A cosa dà importanza, e quali sono le sue priorità? 

Il modo per conoscere lo stato di consapevolezza di una persona non si basa sui suoi studi o sulle sue connessioni. Ci si arriva sentendo ed ascoltando le cose che prevalentemente dice, le cose che mette in evidenza come buone. Per esempio, ci sono persone che frequentano ore e ore di lezioni e connessioni ogni settimana, poi, quando escono, parlano di soldi per tutto il tempo di una conversazione. È chiaro allora che il denaro è importante per queste persone, perché Ish Lefi Mahalalo; abbiamo una precisa indicazione dello stato di consapevolezza di una persona non in base alle connessioni spirituali che fa o in base a ciò che studia, ma in base a ciò a cui dà risalto. 

Una persona che nelle sue conversazioni parla prevalentemente e mette davanti a tutti la connessione spirituale, le azioni di gentilezza, e le persone che lavorano veramente su loro stesse, allora, indipendentemente da quello che fa, anche se sono azioni negative, alla radice c’è una connessione alla Luce del Creatore. 

Facendo un passo in avanti, possiamo conoscere anche noi stessi e in quale stato di consapevolezza ci troviamo, pensando a noi stessi e alle conversazioni che abbiamo che non sono di natura spirituale. Qual era lo scopo di quella conversazione: mettere in risalto la connessione spirituale e la gentilezza, o erano altre cose? È questa infatti la più grande indicazione di una persona; che faccia azioni positive o negative è di secondaria importanza. 

Dobbiamo chiederci: cosa viene fuori in una conversazione che è indicativo della nostra consapevolezza? Quali sono le cose risaltano? Quali cose sono importanti ai nostri occhi? È la connessione spirituale, il lavoro spirituale e le azioni di gentilezza? Se questi sono i campi di cui ci ritroviamo a parlare quando siamo con gli altri, e questi sono i campi a cui anche gli altri danno la priorità, allora possiamo sapere che noi e gli altri siamo connessi. 

Anche se qualcuno è la persona più spirituale del mondo, nel senso che fa le connessioni e tutte le azioni spirituali, ma nella sua testa e nelle parole che dice non è ciò a cui dà risalto, allora questa è un’indicazione che non è così tanto connesso. Perché Lefi Mahalalo; 

ciò che un uomo mette in evidenza è ciò che quest’uomo è. E, indipendentemente da quali connessioni fa, se non è questo ciò a cui dà risalto nelle sue parole e nella sua mente, allora  quest’uomo non è connesso. 

Allo stesso modo, un uomo può compiere delle azioni negative, ma se nella sua mente e nelle sue parole sa che la sola cosa che conta nella vita è la connessione spirituale, il lavoro spirituale, la gentilezza e così via, egli è comunque connesso alla Luce del Creatore, perché Ish Lefi Mahalalo. Il punto, quindi, non è se siamo perfetti o se facciamo solo delle azioni positive;  punto è sapere qual è la cosa più importante che abbiamo in testa. Se la cosa che abbiamo in testa a cui diamo più risalto è la connessione alla Luce del Creatore, allora ne saranno influenzate le parole che escono dalla sua bocca. 

È molto importante comprendere ciò che possiamo ricevere nello Shabbat  Tazria-Metzora.