Michael Berg

Nella porzione Shmini, dopo aver dato le leggi del cibo kosher, spiegando che alcuni cibi hanno la capacità, di portarci giù o di elevarci spiritualmente, il Creatore quindi chiede perché questa indicazione che dà loro “Io, la Luce del Creatore che vi vi ho elevato fuori dall’Egitto” è importante. Ci sono molte e diverse parole nella Torah relative all’uscita dall’Egitto; comunque, la parola usata qui specificamente significa “elevato”. Quindi, perché la Torah nella porzione di Shmini usa specificamente la parola che significa “Io elevai”, e cosa dobbiamo ricevere da quel segreto in questo Shabbat?

“Ognuno di noi ha almeno cinque livelli di anima.”

Per comprenderlo, i kabbalisti iniziano citando un versetto dell’Ecclesiaste, del re Salomone. Dice: “… Chi presta attenzione all’anima dell’uomo, che si eleva verso l’alto, e dell’anima animale, che scende …” sottolineando che ci sono due serie di esistenze in questo mondo. Non si riferisce letteralmente agli uomini e agli animali, ma piuttosto all’anima di ogni individuo; ci sono volte in cui l’individuo è elevato e l’anima è in grado di librarsi in volo, e poi ci sono altre volte in cui l’animale, o anima base, abbassa l’individuo.

Questo si basa su un concetto di cui l’Ari, Rav Isaac Luria, parla a lungo, ed egli dice che ognuno di noi ha almeno cinque livelli dell’anima. Il livello più basso si chiama Nefesh HaBehamit, l’anima animale. E le scelte che facciamo ogni giorno come dare o non dare, se cercheremo di seguire i nostri desideri più egoistici o i desideri della nostra anima, queste scelte determineranno se saremo buttati giù o saremo elevati. Sono scelte a cui, dice il re Salomone, a cui non prestiamo abbastanza attenzione, perché le scelte che facciamo nella vita troppo spesso ci permettono di essere attratti dal Nefesh, la nostra parte più bassa.

“Abbiamo la possibilità di permettere alla nostra anima di volare.”

I kabbalisti dicono che c’è una spinta / attrazione costante tra la parte della nostra anima che vuole elevarsi e la parte della nostra anima che sta cercando di buttarci giù. Che ne siamo consapevoli o meno, questa battaglia infuria sempre dentro di noi, e il vincitore di questa battaglia ha origine dalle nostre decisioni. E Shabbat Shmini parla della battaglia tra queste due parti. Su Shabbat Shmini, possiamo chiedere la forza per vincere quella battaglia; la vittoria, tuttavia, inizia anche con la comprensione che questa battaglia esiste. Una volta che abbiamo questa consapevolezza, sappiamo che qualsiasi azione che facciamo o che prendiamo una decisione dal luogo di Desiderio di Ricevere per il Sé Stesso, dal nostro posto più basso, dà forza a quella parte di noi che è chiamata Nefesh HaBehamit e che ci porta giù.

Quindi, la prossima volta che abbiamo la possibilità di prendere una decisione, possiamo fermarci e chiederci cosa succederà se scegliamo da un livello egoistico, perché ora sappiamo, semplicemente, che potremmo anche non fare la cosa spirituale o la cosa giusta. E se scegliamo di agire col livello della nostra anima animale, in realtà è come se stessimo mettendo un peso su di noi che ci spinge ancora più in basso, impedendo alla nostra parte angelica, la nostra parte elevata, di volare. Quindi, ora, quando percepiamo che ci sentiamo giù, ne conosciamo il motivo: perché la nostra anima, attraverso le nostre stesse decisioni, ha dato peso al Nefesh HaBehamit. Ma abbiamo la possibilità di permettere alla nostra anima di librarsi. Nello Shabbat Shmini, possiamo chiedere l’assistenza per avere la forza di prendere sempre decisioni basate sulla nostra anima elevata, la parte che ci permette di volare.