Michael Berg

Ci sono alcuni Shabbat a cui viene dato un nome e lo Shabbat della porzione Va’etchanan è uno di questi. Spesso questi nomi si riferiscono alla lettura della Torah per quella porzione; lo Shabbat di Va’etchanan, chiamato Shabbat Nachamu, tuttavia, si riferisce alla parte di Haftorah, dalla lettura del profeta Isaia. Il nome deriva dalle parole iniziali, Nachamu, nachamu ami, “Conforta, conforta il Mio popolo”.

Isaia, nella sua profezia, dice che le persone sono secche e che anche le gentilezze che si fanno in questo mondo sono come la crescita di erbacce secche. Rav Ashlag e Rav Brandwein sottolineano, e lo Zohar lo spiega, che questo è davvero il segreto della barriera tra il mondo come lo conosciamo oggi, con il dolore, la sofferenza e la morte che esiste e il modo in cui dovrebbe essere. Ma cosa significa? Cosa, Isaia, chiede lo Zohar, quando afferma che le persone sono secche e che la loro gentilezza, le loro azioni di condivisione sono asciutte?

Per spiegarlo, lo Zohar approfondisce molto, ma c’è una sezione che voglio condividere. Nel suo libro The Thought of Creation, Rav Ashlag, citando questa parte dello Zohar, scrive che, quando si dice che le persone sono asciutte e la loro gentilezza è secca, significa che quando le persone fanno una gentilezza, la fanno a proprio beneficio personale, fisico o spirituale. E lo Zohar ci sta dicendo, commenta Rav Ashlag, che, per realizzare in questo mondo il cambiamento che desideriamo portare e che il Creatore desidera che noi portiamo, dobbiamo cambiare. Dobbiamo pensare alla nostra gentilezza e rispondere onestamente: quando condividiamo o diamo, quanto è pura la nostra azione? Quanto è fatto al solo allo scopo di rivelare la Luce del Creatore in questo mondo, senza alcun desiderio di beneficio personale?

Con lo studio della Kabbalah, sì, apprendiamo che fare un’azione di condivisione può portarci benedizioni ed è importante farle. Ma questa non è la consapevolezza suprema. Il 20% o il 30% delle nostre azioni di gentilezza sono pure? Sono esclusivamente allo scopo di rivelare la Luce del Creatore in questo mondo, senza alcun desiderio di benedizioni e benefici personali? Finché non lo sono, la profezia di Isaia è ancora vera; le persone rimangono asciutte e le gentilezze, le azioni di condivisione non hanno il potere che dovrebbero avere. E dice che fintanto che è così, non possiamo attingere e trattenere la Luce della Fine della Correzione.

La Luce è disponibile per ognuno di noi nello Shabbat Nachamu, lo Shabbat della porzione Va’etchanan, per diventare persone che veramente condividono, senza desiderare di ricevere alcun beneficio personale da essa. Questa è la Luce che è disponibile nello Shabbat Nachamu e quel cambiamento, come ci dice lo Zohar, è ciò che consentirà l’inizio della manifestazione della profezia di Isaia, Nachamu nachamu ami, “Conforta, conforta il Mio popolo”, dove tutto il dolore, le lacrime, e la morte che sia mai esistita viene rimossa dal nostro mondo. Se lo chiediamo in questo Shabbat, possiamo iniziare a muoverci in quella direzione.