Michael Berg

La parte Chukat inizia con la discussione del processo di rimozione di ciò che è chiamato l’impurità della morte, l’energia oscura che colpisce una persona quando è vicino a un cadavere. Tuttavia, i kabbalisti spiegano che lo scopo di questa lettura non è solo raccontare il processo fisico che deve attraversare chi è vicino o chi tocca un corpo morto, prima che siano di nuovo considerati puri, ma, punto molto più importante e fondamentale: come rimuovere la forza che crea l’oscurità nella propria vita.

Nella vita, quando agiamo in modo negativo, ci connettiamo alla forza dell’oscurità, e quindi quella negatività si manifesta nelle nostra vita in un modo o nell’altro. Ma lo Shabbat Chukat è un dono che ci aiuta a rimuovere tutte quelle forze negative che ci hanno attaccato; leggendo e connettendoci alla porzione di Chukat, riceviamo l’assistenza per allontanarle.

I kabbalisti ci dicono che persino il re Salomone si riferisce a questa porzione e al processo di Parah Adumah, la giovenca rossa, che fu bruciata e usata come strumento di purificazione per rimuovere ogni attaccamento alla forza della morte, quando disse: “Ho provato a raggiungere la saggezza, ma ho trovato che è lontano da me.” E i kabbalisti ci insegnano che, essere capaci di vedere la Luce laddove gli altri vedono le tenebre, essere in grado di rivelare la Luce dove gli altri vivono l’oscurità, è davvero l’intero scopo della nostra esistenza in questo mondo; lo scopo per cui la nostra anima è stata messa in questo corpo fisico è così che possiamo, per tutta la vita, trovare quei luoghi che sono oscuri, che  nascondono la Luce che è in loro, e rivelarla.

Mosè fu in grado di farlo tutto il tempo, anche quando viveva la morte. Quando vide la morte di Korach, così come dei figli di Aaron Adav e Navihu, per esempio, e altri videro l’oscurità, egli vide solo la Luce. Ma la maggior parte della gente non può vedere quella Luce, e nemmeno il Re Salomone, che pur aveva compreso che l’intero scopo della nostra vita in questo mondo è sperimentare e andare in quei luoghi di oscurità e rivelarne la Luce, aveva detto che c’era ancora lavoro per lui, ed era lontano dall’essere in grado nel vedere in coloro che stanno vivendo la morte, di mantenere la consapevolezza, di essere in grado di vedere solo Luce in quella situazione.

E questo è ciò di cui parla Shabbat Chukat; è davvero lo Shabbat quando siamo sopraffatti dalla forza della purificazione per rimuovere ogni tipo di attaccamento che abbiamo su di noi e che si manifesta come negatività. In definitiva, vogliamo essere al livello di Mosè, e non importa che oscurità vediamo, vediamo solo la Luce. È il dono della porzione di Chukat, il rafforzamento della nostra consapevolezza in modo tale che dove gli altri possano vedere le tenebre, noi vediamo solo la Luce che lì è nascosta.