La porzione Ki Tavo parla del bikkurim, il primo frutto. Mosè dice agli Israeliti di ringraziare il Creatore andando al Tempio di Gerusalemme e offrendo i primi frutti della stagione. Nella Midrash si dice che mentre Mosè sta ricevendo la rivelazione dal Creatore, cioè di dire agli Israeliti di portare al Tempio il primo frutto, egli vide che il Tempio sarebbe stato distrutto e che, di conseguenza, ci sarebbe stato un tempo in cui l’azione fisica di portare al Tempio il primo frutto non sarebbe più esistita. Quindi, egli volle trovare qualcosa che sostituisse questa azione. Disse, ‘io la sostituirò con una preghiera, con le tre connessioni quotidiane alla Luce del Creatore’.

Ci fu un grande Kabbalista chiamato Kotzker Rebbe, che mi fa sempre venire in mente mio padre, il Rav Berg, perché era un grande insegnante, una persona dotata di una elevazione spirituale straordinaria, ma durante gli ultimi anni della sua vita gli successe qualcosa ed egli non fu più in grado di insegnare come faceva prima. Allora, questo insegnante condivide con noi un segreto potente. Egli dice che Mosè riceve questo messaggio dal Creatore di dire agli Israeliti di andare nella Terra di Israele, e quando avranno un frutto maturo di portarlo al Tempio. E poi di Mosè dice che non era il tipo di persona che accettasse delle cose non vere.

Cosa vuol dire? Come facciamo a sapere se qualcosa è reale? Rav Ashlag cita un verso, a cui io penso molto spesso. Egli dice, ‘le parole della verità dureranno per sempre. Le cose a cui sono attaccate delle falsità, le cose che non sono vere, che non sono pure, non possono durare’. Questo è il modo in cui visse Mosè, ed il modo, spero, in cui noi inizieremo a vivere o ci sforzeremo a vivere con più forza.

Mosè ascoltò il Creatore e disse, ‘Tu mi stai dicendo che questo concetto di bikkurim, della Luce che c’è nel primo frutto, è qualcosa di vero. Durerà per sempre?’ Il Creatore gli dice che durerà per alcune centinaia di anni e poi finirà. Mosè sa che qui ci deve essere qualcosa di più profondo, perché quando una cosa è vera non finisce mai; chiaramente non ci si sta riferendo all’azione, perché l’azione stessa può essere solo il rivestimento.

Allora, qual è il segreto più profondo? Mosè dice che il segreto vero, puro e senza fine che si trova dentro il bikkurim può essere trasferito alla preghiera, perché una persona può fermarsi in qualunque posto del mondo e connettersi alla Luce del Creatore. Questo è vero. Come facciamo a sapere che è vero? Perché è lì per sempre. Non ci sarà mai un momento nella storia dell’umanità in cui una persona non potrà fermarsi, in qualunque posto del mondo si trovi, per connettersi alla Luce del Creatore.

Verità significa che dura per sempre. Ma come facciamo a connetterci a questa verità? Si tratta di uno strumento molto importante e molto pratico. Ci dobbiamo chiedere, ‘Sto vivendo la verità? Sto concentrando le mie energie, le mie parole, i miei pensieri su cose che dureranno per sempre? O sono preso dall’impiegare molto del mio tempo e dei sforzi su cose che non dureranno o che non potranno durare per sempre?’

Quante volte con i pensieri e con le azioni ci facciamo prendere da cose che, se ci fermassimo un secondo per riflettere, sappiamo, non ci interesseranno più tra 20 anni? Questa faccenda, questo problema, questa paura o questo dubbio saranno qui tra 50 anni? Se la risposta è no, e noi comunque impieghiamo molto del nostro tempo in queste cose, allora non stiamo vivendo nella verità. Quanto delle nostre vite, parole, pensieri o azioni si basano su cose che hanno almeno il potenziale di durare per sempre? Il fatto che qualcuno abbia detto qualcosa di male su di noi, e adesso siamo sconvolti, non durerà per sempre. Il fatto che qualcosa sia successo e noi sappiamo che tra vent’anni non sarà nemmeno un ricordo vuol dire che non durerà per sempre. E se investiamo il nostro tempo, le nostre parole, i nostri sforzi e i nostri pensieri nel regno della falsità, che è una brutta parola, allora questo sarà ciò a cui ci ritroveremo attaccati.

Perciò, dobbiamo chiederci quanto stiamo vivendo nella verità. Quando condividiamo con qualcuno, questa Luce durerà per sempre. Quando amiamo veramente qualcuno, questo amore durerà per sempre. Quando siamo connessi alla Luce del Creatore, questa Luce durerà per sempre. Ma quante delle nostre energie sono concentrate ed indirizzate in questo senso?

Il segreto più grande per connettersi alla Luce che è perfetta, alla Luce che non si presenta con delle sfide, è di vivere sempre e sempre di più nella verità. Quando i pensieri, i dubbi e le paure arrivano, fatevi una domanda: si tratta di qualcosa che durerà per sempre? Se la risposta è sì, metteteci quanta più energia volete. Se la risposta è no, pensate: non volete la Luce perfetta? Non volete le benedizioni che si presentano senza sfide, che possono essere connesse e ricevute attraverso una vita vissuta nella verità, cioè mettendo tanto più tempo, sforzi, energie, parole e pensieri in ciò che potenzialmente può durare per sempre?

Se la risposta è sì, allora uno dei doni più grandi che vogliamo ricevere dallo Shabbat Ki Tavo è di usare la verità per misurare i nostri giorni, i nostri mesi e la nostra vita. Quanto della nostra energia, delle nostre parole, dei nostri pensieri e delle nostre azioni si basano sulla verità, su cose che possono durare per sempre? Qualunque cosa che non duri o che non possa durare per sempre è falsa. Ciò non significa che delle volte non dobbiamo farci prendere da cose che sono false, ma non dobbiamo farlo troppo e non in modo troppo stupido. Allo Shabbat Ki Tavo possiamo chiedere di vivere più verità, e di capire e di avere la consapevolezza di impiegare le nostre energie in cose che possono durare per sempre. Così facendo, ci connetteremo alle benedizioni che durano per sempre. Ci connetteremo alla Luce che dura per sempre.