La porzione Acharei Mot, “Dopo la morte”, inizia dopo che i due figli di Aronne, Nadab ed Avihu, lasciarono questo mondo. Letteralmente la storia dice  che morirono come punizione per Aronne. Quando parla di questa porzione la Midrash inizia con un verso dei Proverbi che dice che non va bene punire una persona giusta. Il Creatore dice che, nonostante lui abbia punito Aronne e preso i suoi due figli, questo non sia il modo migliore o giusto in cui le cose possano andare. E dopo la Midrash cita la fine di questo verso.

“Ma piuttosto la cosa giusta da fare è colpire quelli che condividono, quelli che donano nel modo giusto.” Quindi i kabbalisti ci dicono che il modo giusto per capire il segreto della porzione Acharei Mot è di comprendere questo verso dei Proverbi.

Vi sono due parti in questo verso. La prima parte dice  che non è cosa buona o giusta punire una persona giusta, uno che è sul sentiero spirituale e che fa ciò che può e deve fare per connettersi con la Luce del Creatore. Invece, ed è questo il segreto di questo verso, il modo migliore è di colpire qualcuno nel modo giusto. Che cosa significa?

Vi sono persone che devono attraversare dolore e difficoltà; questo è uno dei modi in cui una persona può essere risvegliata. ma la seconda parte, dice, è di essere “colpita in modo giusto”. Uno degli antenati di Rav Brandwein spiega questo verso dicendo che se il Creatore dà a una persona sfide, difficoltà e dolore, è perché quella persona ha bisogno di purificazione. Questa è l’unica ragione per cui esiste il dolore, l’unica ragione per la quale qualsiasi persona sperimenta il dolore. E’ importante ricordare ciò ogni singola volta che sperimentiamo qualsiasi tipo di dolore.

Il primo o il secondo pensiero, se è troppo difficile da fare subito, è  “Sono felice che questo succeda, questo mi arriva per purificarmi”.

Comunque, anche se il dolore ha uno scopo – sia per purificare la persona sia per risvegliarla a una connessione più grande – quando una persona sperimenta dolore e difficoltà, questo può anche ostacolare il suo lavoro spirituale, e per questo non può fare il lavoro spirituale come andrebbe fatto. Quindi, qual’è la soluzione migliore? Per il Creatore inviare benedizioni infinite alla persona.

Una persona, dopo aver sperimentato tutto il bene e le benedizioni che il Creatore gli sta donando, dirà “Non posso credere che stia ricevendo tutte queste benedizioni e tutta questa Luce. Anche se io non lo merito e nonostante io abbia fatto ogni tipo di cose negative, il Creatore mi inonda comunque con tutta questa Luce e con tutte queste benedizioni”. Allora la persona è risvegliata, perché sa quante cose negative ha fatto e quanto poco lavoro spirituale, quanto poco si dà da fare e ciò nonostante vede tutte queste benedizioni che il Creatore gli invia. Perciò dice che deve cambiare e che non può continuare ad andare avanti così mentre il Creatore continua ad inviargli tutte quelle benedizioni e Luce mentre lui non cambia o cresca.

Quindi vi sono due vie attraverso le quali una persona può essere risvegliata, cambiata, cresciuta, purificata. Una, la più comune, che normalmente risveglia più persone  rispetto all’altra maniera, è attraverso il dolore e le difficoltà. Lo scopo del dolore, come dicevamo, è duplice: purificare la negatività che la persona ha commesso in questa e nelle precedenti vite, e risvegliare l’individuo a connettersi, cambiare e crescere maggiormente. Questa è una via di trasformazione.

L’altra via dove l’individuo riceve tanta Luce e tante benedizioni che sa di non aver meritato e che la sua negatività non gli permetterebbe di ricevere, dice allora che per questo lui si deve risvegliare. Questo è il secondo tipo di risveglio e il significato del verso che dice che non è bene che qualcuno che cerca di seguire un sentiero spirituale sia punito. Perché a causa del dolore, la persona riuscirà a farlo di meno.

Quando una persona soffre, quando uno è depresso, quando uno è giù, è più difficile fare il lavoro spirituale. Ed è per questo che re Salomone dice nei Proverbi che la cosa migliore è che il ‘colpo’ provenga  da cose buone. La cosa migliore da chiedere è che il Creatore ci dia una tale sovrabbondanza di benedizioni, Luce e doni che ci porti a dire “devo cambiare”. Questo è il segreto delle prime parole nella porzione Acharei Mot. E il Creatore ci dona  in questo Shabbat l’abilità di allontanare i risvegli che arrivano attraverso il dolore, di modo che i risvegli possano venire solamente dalla Bontà.