Michael Berg

C’è un insegnamento spirituale nella porzione di Vayeshev in merito alla possibilità di ricevere lezioni da quelli che ci sembrano a un livello inferiore. Si tratta di comprendere realmente che non ci accade mai niente per caso e, anche la cosa più terribile, che ci viene fatta da un altro, proviene direttamente dal Creatore. Renderci conto di questo, è l’unico modo per portare miracoli nella nostra vita. Nella misura in cui diamo la colpa ad  un’altra persona per le cose che ci ha fatto e  non le vediamo subito come provenienti direttamente dalla Luce del Creatore, questo ci impedisce di riceverli.

Quando guardiamo alla storia in Vayeshev, Giuseppe avrebbe avuto una lunga lista di persone da biasimare, ad iniziare dai suoi fratelli, che cercarono di ucciderlo, e poi lo vendettero come schiavo. Poi la moglie di Potiphar, che cercò di sedurlo e quando non riuscì a farlo cedere alla sue lusinghe, lo accusò di stupro, facendolo così rinchiudere in prigione. Poi ancora, quando era in carcere, chiese aiuto al servitore del vino, e si narra che l’avesse dimenticato.

E perché Giuseppe dovette attraversare tutto ciò? Perché fino a che avesse incolpato gli altri, non sarebbe potuto diventare Giuseppe il Giusto, il grande canale di Luce e miracoli. Proprio per questo, Giuseppe dovette passare attraverso questo processo, per eliminare la percezione di sentirsi vittima.

Dopo essere stato venduto dai suoi fratelli, dopo essere stato quasi ucciso dai suoi fratelli, dopo essere stato accusato ingiustamente e messo in carcere, egli avrebbe potuto dare la colpa a tutti. Invece Giuseppe arrivò a capire che tutto veniva, direttamente, dalla Luce del Creatore.

C’è una storia del re Davide nel secondo Libro di Samuele, capitolo 16, che chiarisce proprio questo punto .

Il figlio di Re David, Absalom, gli si rivoltò contro e decise che sarebbe diventato re. Ci fu una rivolta, e Re David fu costretto a fuggire con i suoi soldati. Scappò a Bahurim, e quando arrivò là, Shimei ben Gera, un parente di Re Saul, uscì ed iniziò non solo a maledire il Re David ma anche a lanciare pietre a lui e a tutti i soldati che lo circondavano. Allora Shimei ben Gera disse al Re David, “Perchè ti sta succedendo tutto questo? Perché tuo figlio sta cercando di ucciderti, perchè devi metterti in salvo? Perchè hai costretto il Re Saul a lasciare il regno. Quindi, vieni punito da Dio per tutte le cose terribili, negative che hai fatto. Il Creatore darà il regno a tuo figlio Absalom e il motivo per cui sta succedendo è perchè tu sei una persona malvagia, un assassino.”

Uno dei soldati di Re David, Abishai ben Zeruiah, sentì questo e gli chiese, “Perché permetti al cane morto (riferendosi a Shimei ben Gera) di comportarsi così, di parlarti in questo modo, di farti questo? Lasciami andare e gli staccherò la testa”. Re David disse a Abishai ben Zeruiah, “Non hai capito assolutamente nulla. Mi sta maledendo e mi sta facendo questo perchè – ki Hashem amar lo kalel – il Creatore gli ha detto di farlo. E quindi, se il Creatore gli ha detto di farlo, come posso biasimarlo, come posso essere arrabbiato con lui, come posso persino volergli fare del male?”

E’ una dichiarazione meravigliosa, e spero che tutti noi ricorderemo per tutta la nostra vita –  ki Hashem amar lo kalel, “Il Creatore gli ha detto di farlo”. Il Re David comprese che tutto viene dalla Luce del Creatore, e che il Creatore aveva detto a Shimei ben Gera di maledirlo. Il Re David fece molte grandi azioni spirituali nella sua vita e rivelò un’incredibile quantità di Luce; comunque, si dice nel Midrash che non fu che in questo momento in cui il Re Davide disse ki Hashem amar lo kalel, “il Creatore lo sta mandando proprio ora per farmi questo” che diventò un grande canale per la Luce e raggiunse il suo scopo in questo mondo.

Non possiamo, quindi, raggiungere lo scopo per il quale siamo venuti in questo mondo, indipendentemente da quanta Luce riveliamo, fino a che non arriviamo a questo livello di ki Hashem amar lo kalel, sapendo che il Creatore ci sta mandando la persona o la situazione e che non c’è nessuno da incolpare; ci sta arrivando dal Creatore, quindi è per il nostro bene. E quando arriviamo a questo punto, non solo raggiungiamo lo scopo per il quale siamo venuti in questo mondo, ma ci apriamo anche ai miracoli. Perchè finchè incolpiamo un’altra persona per qualcosa che ci accade, non siamo in grado di portare grandi miracoli nelle nostre vite o in questo mondo.

Molti di noi conoscono questo concetto ma non lo vivono veramente. Possiamo incominciare a lavorare su questo la prossima volta che qualcuno fa o dice qualcosa di cattivo su di noi, ignorando qualsiasi pensiero di essere una vittima, o di essere arrabbiati nei loro confronti, e invece, ricordando queste parole, ki Hashem amar lo kalel, sta arrivando direttamente dal Creatore. E se facciamo questo costantemente, alla fine possiamo sia crescere al livello che raggiunse il Re David sia aprirci alla possibilità di attirare miracoli senza fine.