Se c’è una porzione che si occupa veramente a fondo della profezia, è la porzione di Balak. Naturalmente, nella Torah, troviamo Mosè che era un profeta, possiamo leggere i Libri dei profeti, che riguardano molti grandi profeti. Ma ciò che distingue lo Shabbat Balak è che qui abbiamo un altro tipo di profeta, una persona molto cattiva, Bilaam. 

La profezia consiste sostanzialmente nel ricevere una direttiva, un’indicazione dal Creatore. Le persone tendono a pensare che le profezie siano per le anime elevate, come Mosè, Samuele, e Isaia, ma nello Shabbat Balak impariamo che non è vero; la profezia vale anche per Bilaam che è un essere umano infimo. Se la profezia è accessibile anche a Bilaam, deve perciò essere accessibile anche a noi. Ed è questo, in generale, ciò in cui consiste questo Shabbat: come possiamo elevarci ad uno stato in cui la maggior parte della nostra vita è guidata dalla Luce del Creatore? 

Allora, vi voglio parlare della differenza tra la profezia di Mosè e quella di Bilaam. Il grande Kabbalista Nachmanides, il Ramban, spiega che essi fecero un’esperienza completamente diversa della profezia. All’inizio, sembrerebbe quasi che la profezia di Bilaam fosse di un livello superiore rispetto a quella di Mosè. 

Bilaam ci spiega a Shabbat Balak il tipo di profezia che ricevette e come la ricevette. Una delle cose che Bilaam dice di se stesso e della sua profezia è che ebbe la visione della Luce del Creatore. Ciò che si intende per visione è l’avere uno stato di chiarezza tale che gli era totalmente chiaro ciò che il Creatore desiderava che lui facesse. Bilaam ottenne questo stato di chiarezza allo Shabbat Balak, dicendo ‘questo è esattamente ciò che il Creatore vuole che io faccia’.

Però, il Ramban dice che c’era una differenza tra la profezia che ricevette Bilaam ed il modo in cui la ricevette Mosè. Mosè non aveva idea del momento in cui il Creatore gli avrebbe parlato, e di che cosa. Invece, leggiamo che Bilaam sapeva già in anticipo di cosa il Creatore gli avrebbe parlato. Inoltre, Mosè poteva essere ovunque, e improvvisamente gli arrivava la profezia. Mentre Bilaam, invece, sapeva quando il Creatore stava per parlargli. Il Ramban ci dice che Bilaam dice di se stesso, ‘io conosco il pensiero del Creatore; so quando e di che cosa il Creatore mi parlerà’. 

Riflettiamo su ciò che Nachmanides, il Ramban, sta dicendo. Due profeti: uno di loro, Bilaam, sa quando il Creatore gli parlerà e di che cosa; l’altro, Mosè, non sa quando il Creatore gli parlerà e non sa di che cosa. Se dovessimo fare un passo indietro per provare a decidere che sia il profeta più grande, probabilmente diremmo Bilaam, perché sa di più, ha più chiarezza rispetto a quando il Creatore gli parlerà e di che cosa. 

Per spiegare la differenza tra i due, il Ramban ci propone una fiaba della Midrash che paragona la profezia di Bilaam a quella di Mosè. Bilaam è paragonato ad un cuoco. Lui, il cuoco, sa quale cibo sta preparando, quanto costa, come prepararlo e quanto tempo occorre a preparalo. Mosè, la Midrash ci dice, può essere paragonato ad un amico del re, che è seduto a tavola, e che non ha idea di quanto costi il cibo, di come sia stato preparato e così via; lui è lì solo per stare con il re. 

Quindi, la Midrash sta dicendo che se volete comprendere il segreto della profezia di Bilaam in contrapposizione al segreto della profezia di Mosè, paragonatelo ad un amico che sta andando a pranzo dal re invece che al cuoco del pranzo del re. Mosè, che viene paragonato all’amico del re, non ha la minima idea del tema generale di quella che sarà la direttiva del re; si è sempre preparato per tutto quello che sarebbe stato. A Mosè non interessa cosa sarà. Egli vuole fare soltanto tutto ciò che il Creatore vuole che egli faccia, e vuole ricevere il messaggio che il Creatore vuole dargli. La sua precisa concentrazione ed il suo preciso desiderio erano ‘mi basta sapere’, al contrario di Bilaam che sapeva ciò che voleva sapere. 

Spesso le persone vanno dagli indovini perché devono prendere delle decisioni e vogliono sapere cosa dovrebbero fare. Bilaam era così. Egli sapeva cosa voleva che succedesse – o ne aveva un’idea sommaria – ma voleva anche ricevere una direttiva. Per esempio, sarebbe come se qualcuno chiedesse se deve girare a destra o a sinistra mentre è per strada, senza nemmeno essere aperto all’idea di fare un’inversione di marcia e andare in senso opposto. Mosè, invece, non stava chiedendo aiuto al Creatore per prendere una decisione. Era come una pagina totalmente intonsa, sempre con la consapevolezza di ‘qualunque cosa sia, non mi interessa, mi basta sapere’. Questa è la differenza tra i due.

Come vediamo in tutta la storia dello Shabbat Balak, Bilaam aveva già deciso cosa voleva che succedesse. Quante volte lo facciamo anche noi? Sappiamo bene cosa vogliamo fare, ma chiediamo comunque un consiglio, una specie di ‘so dove voglio arrivare alla fine, quindi, Ti prego, aiutami ad arrivarci in modo positivo’. Mentre, il vero consiglio, la vera direttiva consiste, ‘io non ho idea di dove voglio andare, voglio solo andare dove la Luce del Creatore vuole che vada’. Questo tipo di apertura e di desiderio è ciò che distingue la profezia di Mosè da quella di Bilaam. 

Mosè disse, ‘io non voglio sapere quando mi parlerai e di che cosa mi parlerai…Non mi interessa. C’è solo una cosa che mi interessa. Voglio essere guidato dalla Luce del Creatore’. E, in virtù di questo, il Creatore andò sempre da lui per dirgli esattamente dove andare e cosa fare; perciò, l’intera vita di Mosè fu guidata. 

Bilaam aveva il potere della profezia. Aveva il potere della Luce del Creatore che gli dava ogni risposta che voleva. Ma, poiché aveva un’idea sommaria di ciò che voleva fare, il Creatore lo poteva guidare solamente all’interno di questo confine. E come sappiamo, egli diventa una delle persone peggiori che siano mai esistite, ed è ucciso in un modo terribile.

Da questo impariamo che la profezia, quando è connessa alla Luce del Creatore, non garantisce che una persona si ritrovi effettivamente a fare quello che è venuto in questo mondo a fare. Ricordate che sia Mosè che Bilaam avevano la stessa capacità di essere guidati. La grande differenza sta nel fatto che Mosè era completamente aperto. Questa è la ragione per cui il Ramban dice che avere una consapevolezza allargata del tipo, ‘non mi interessa affatto. Sono assolutamente aperto ad ogni possibile indicazione’, è estremamente importante. Se abbiamo questa consapevolezza, possiamo ricevere l’esatta direzione. 

Questo è molto importante per noi, perché siamo sempre limitati anche quando chiediamo alla Luce del Creatore che ci indichi la direzione. Noi poniamo un limite, chiedendo che il messaggio sia all’interno del confine di quello che noi vogliamo. Però, facendo in questo modo, non otterremo mai una vera direttiva; invece, ne otterremo una come quella di Bilaam. Sì, Bilaam ricevette delle indicazioni dalla Luce del Creatore che gli dicevano cosa fare, ma poiché egli non era aperto ad ogni possibilità che il Creatore aveva intenzione di dargli, egli non arrivò mai allo scopo per il quale la sua anima era venuta in questo mondo. Si tratta di un concetto incredibile che lo Shabbat Balak ci dà.