Nella porzione di Tetzave, vengono risvegliati dei grandi miracoli, perché, dice, gli Israeliti avevano risvegliato una gigantesca quantità di certezza e di fiducia nella Luce del Creatore. Immediatamente dopo, furono elevati allo stato in cui meritarono e furono capaci di ricevere la Luce dei Miracoli. E, infine, come ci dice Rav Shimon, la Luce della Redenzione Finale, e la soluzione a tutta l’oscurità, la sofferenza e le difficoltà che viviamo, e questo può avvenire solamente elevando il livello della nostra certezza nella Luce del Creatore.

C’è una storia che non viene riportata in tutti i suoi dettagli nel Talmud, ma la troviamo in un libro scritto più di 1000 anni fa, ed è citata anche in un diverso Midrashim. La storia racconta di una giovane donna che stava andando a casa di suo padre, quando si perse. Dopo aver camminato tutto il giorno, le venne sete e trovò un pozzo, dove c’era un secchio per raccogliere l’acqua. Si calò nel pozzo per trovare l’acqua e poi, quando cercò di risalire, dopo aver finito di bere, non ci riuscì, così iniziò ad urlare per chiedere aiuto. Un uomo che passava di lì, sentì un suono come di una donna che chiedeva aiuto dal pozzo. Quando guardò dentro il pozzo, riuscì a sentire la voce, ma il pozzo era così profondo che non riuscì a vederla.

Poiché l’uomo non riuscì a vederla, non sapeva se era uno spirito o una persona, così le chiese, “sei una persona, o sei spirito?”. Lei gli disse, “no, sono un essere umano, non sono uno spirito. Non ti devi preoccupare”. Sappiamo che di solito gli spiriti non possono mentire, così l’uomo disse, “mi devi giurare che sei un essere umano, e che non sei uno spirito malvagio”. Ella rispose, “giuro che sono un essere umano, non sono uno spirito malvagio”. L’uomo le chiese come aveva fatto a finire laggiù, e lei gli raccontò tutta la storia. Lui disse, “se ti salvo la vita e ti tiro fuori dal pozzo, mi prometti che mi sposerai?”. Lei disse di sì e allora lui l’aiutò a venire fuori.

Lei gli domandò un po’ di lui e gli raccontò della sua famiglia e da dove veniva. Lui voleva dormire subito con lei, ma lei gli disse, “non è giusto che stiamo insieme, se prima non ci sposiamo”. Lui le disse, “promettimi che verrai a casa mia, incontrerai i miei genitori e ci fidanzeremo”. Fecero un patto, una promessa, tra di loro. L’uomo domandò, “chi farà da testimone a questo nostro accordo?”. C’era lì vicino un ratto, allora l’uomo disse alla donna, “I cieli, il ratto e il pozzo sono i testimoni della promessa e dell’impegno che ci siamo fatti l’un l’altro”. Con il patto, presero l’impegno che si sarebbero sposati e che vi avrebbero mantenuto fede reciprocamente.

La donna e l’uomo andarono ognuno a casa propria. La donna si mantenne inamovibile nella sua certezza e nel suo impegno. Gli uomini continuavano a chiederla in sposa e lei diceva, “no, ho un impegno con un’altra persona”. La sua famiglia non capiva perché non volesse sposarsi, e cercarono quasi di costringerla. Alla fine, la storia racconta, la donna iniziò a comportarsi in modo strambo, tanto che gli uomini non le si avvicinavano nemmeno più.

L’uomo, che aveva preso il suo impegno, si era dimenticato di lei appena l’aveva lasciata, e aveva sposato un’altra donna. Ebbero un bambino, che fu ucciso da un ratto. Ebbero un secondo bambino, che annegò nel pozzo. Allora la moglie disse all’uomo, suo marito, “se i nostri figli fossero morti per cause naturali, direi che è per volontà del Creatore, e lo accetterei. Ma, essendo i nostri figli morti in questo modo, ci dev’essere qualcosa che non va. C’è qualcosa del tuo passato che non hai condiviso con me”. L’uomo le raccontò tutta la storia con la donna del pozzo e del patto che avevano fatto. La donna allora divorziò da lui e gli disse, “va’ al posto che ti spetta”, cioè “va’ dalla donna con cui ti sei impegnato”.

L’uomo andò allora nella città dove la donna gli aveva detto di vivere. Una volta lì, tutti gli dicevano, “perché fai domande su questa signora? È una pazza, nessuno vuole andarle vicino”. L’uomo andò dal padre di lei e gli raccontò tutta la storia. Il padre disse, “è una pazza, nessuno la vuole sposare”. L’uomo andò da lei, ma lei non lo riconobbe e iniziò a comportarsi da pazza.

Lui le raccontò la storia dei suoi due figli, che erano morti, uno ucciso da un ratto e l’altro annegato nel pozzo, e lei gli disse, “io non ho mai esitato, sono rimasta impegnata con te”. E quando lei capì che lui era ritornato, si sposarono, ebbero dei figli e vissero nell’abbondanza.

La Midrash, a proposito di queste due persone, ci dice, “i miei occhi sono su coloro che hanno certezza e fiducia, coloro di cui ci si può fidare”. Cosa vuol dire? Prima di tutto: Qual è il segreto di questa storia? Quando parliamo di certezza nella Luce del Creatore, dobbiamo aggiungere che la certezza esiste nel nostro mondo; il ratto ed il pozzo fanno parte di questo campo d’azione della certezza. Una volta che l’uomo e la donna della storia presero il loro impegno in questo campo d’azione, allora sarebbe dovuto accadere, perché la certezza costringe le cose ad accadere. Nel campo d’azione della certezza, non è che tu hai certezza e allora la Luce del Creatore ti fa un regalo; piuttosto, la certezza costringe le cose ad accadere, perché questo è il regno dell’esistenza che è alla base di tutto.

Quando l’uomo e la donna presero l’impegno davanti al ratto e al pozzo, voleva dire che si stavano legando a quel patto. Se la donna avesse abbandonato il suo impegno, magari non sarebbe successo niente. Ma, avendo mantenuto la connessione a questa certezza, allora sarebbe accaduta, perché la natura va contro coloro che non vivono nella certezza. Perciò, il ratto ed il pozzo erano lì a dire all’uomo, “c’è qualcuno” in questo caso la donna, “che vive ancora questa certezza, e tu stai vivendo la tua vita contro questa certezza”.

Il mondo esiste solamente sulla certezza. E la natura, il ratto, il pozzo, i cieli, la terra, gli alberi e così via esistono in connessione con questo campo d’azione della certezza. Se una persona vive la sua vita lontano dalla certezza, allora avrà la natura contro. Ma una persona che vive la sua vita nella certezza è sostenuta da tutta la natura e da tutto quello che c’è in questo mondo.