Vi è una bella sezione alla fine della porzione dello Zohar Emor, dove Rav Shimon bar Yochai dice, ” La gente non sa, non vede, non presta attenzione. Quando il Creatore creò l’uomo, e fece scendere tutta la Luce e le benedizioni su Adamo, il Creatore voleva una cosa. Voleva che l’uomo fosse completamente unito e connesso con la Luce del Creatore, che non ci sarebbe stato nessun cambiamento, che non ci sarebbe stata nulla che andasse storto.”

Il Creatore creò l’uomo per uno scopo e Rav Ashlag ne parla a lungo nell’introduzione alle Dieci Emanazioni Luminose (pubblicato come ‘And You Shall Choose Life’): per raggiungere completa connessione alla certezza nella Luce del Creatore. Tutto è connesso al livello di certezza che un individuo risveglia. Quando diceva che l’Albero della Vita era in mezzo al giardino dell’Eden, significa che il Creatore disse all’uomo “Ho bisogno di una cosa da te. Il mio desiderio per te è che la Luce fluisca sempre a te, il mio desiderio per te è di essere in singolarità di connessione con la Luce del Creatore, e quello deve arrivare con certezza.”

Ma Adamo, l’uomo e noi stessi, continuiamo ancora ad uscire dal sentiero della certezza, e abbiamo abbandonato l’Albero della Vita. Abbiamo abbandonato la connessione totale con la Luce del Creatore, e la gente sceglie, di rimanere ancora connessa all’Albero che cambia da bene in male. Perciò cadiamo dai livelli più alti ai livelli più bassi, e, sfortunatamente, ci connettiamo a continui cambiamenti – a volte buoni, a volte cattivi. Perché il livello più alto è una singolarità, uno che non cambia mai. Questo dice, che nella Creazione originale, siamo fatti per essere diritti, retti, ma l’uomo, sfortunatamente, desidera tutti i tipi di calcoli e abbandona il sentiero dell’Albero della Vita per andare verso il sentiero dell’Albero della Conoscenza, del Bene e del Male.

Quindi lo Zohar qui ci dice che connessione al Creatore è singolarità. La singolarità della connessione, la singolarità di unirci alla Luce del Creatore, è uno. Quindi cosa significa che sia uno? Per noi tutti che siamo sul sentiero spirituale, il lavoro spirituale è importante. La Certezza è importante per noi. Ma vi sono anche altre cose che sono importanti per noi.Quando vi sono anche altre cose che  sono importanti, questo è l’Albero della Conoscenza; questa persona mi sta facendo questo, questa persona mi sta facendo quello. Tutte le cose che sono anche importanti per noi ci portano via dall’Albero della Vita e ci connettono all’Albero della Conoscenza, del Bene e del Male.

E’ per questo che dobbiamo comprendere che se vogliamo percorrere il sentiero che ci connette con ciò che lo Zohar chiama la singolarità della connessione, non vi possono essere altre cose coinvolte.

Questo non significa che non viviamo nel mondo fisico e non possiamo godere delle cose. Ma , finché vi sono cose che sono importanti, cose che occupano i nostri pensieri, che ci preoccupano e ci turbano, ci connettiamo all’Albero della Conoscenza, del Bene e del Male. Essere connessi all’Albero della Vita significa che siamo singolari, che vi è sempre un solo pensiero nella nostra mente: Cosa sto facendo per connettermi alla Luce del Creatore e per realizzare la connessione singolare? Ogni altro pensiero ci porta fuori.

Lo Zohar dice che facciamo questa scelta ogni giorno. Lasciamo l’albero singolare, l’albero con cui possiamo connetterci solamente se la nostra consapevolezza è singolare e quando l’unica cosa che è importante per noi è la connessione con la Luce del Creatore. Possiamo fare molto lavoro spirituale, possiamo studiare molto, leggere tanto Zohar e pure non essere connessi allo stato singolare, perché ha una sola essenza. E’ singolare, cioè una persona può connettersi ad esso solamente quando si trova in uno stato singolare.

Cosa significa essere in uno stato singolare? Significa che l’unica cosa che mi importa è la mia connessione con la Luce del Creatore. Quando una persona inizia a pensare a tutte le altre cose che sono importanti per lui tranne la sua connessione con la Luce del Creatore, lo Zohar dice che lui abbandona l’Albero della Vita singolare e si connette all’Albero della Conoscenza, che a volte è bene, a volte è male. Anche quell’ Albero potrebbe avere lavoro spirituale, saggezza e qualche connessione con la Luce dello Zohar. Ma lui ha perso l’Albero della Vita, perché non possiamo essere connessi con l’Albero della Vita singolare quando le nostre menti sono anche occupate con altre cose.

Il Creatore dice: “Ho fatto l’uomo per avere una consapevolezza singolare.” Nuovamente questo non significa che non viviamo nel mondo fisico e non godiamo di molte cose o abbiamo altri pensieri; ma quando parliamo di ciò che ci preoccupa, che è importante per noi, che veramente occupa la nostra mente, di questo stiamo parlando. Qual’è per me la cosa più importante? Null’altro mi distrae, null’altro mi può turbare o allontanarmi da essa. Fino a quel grado della nostra consapevolezza, come lo chiama lo Zohar, di connessione singolare, siamo connessi con l’Albero della Vita. Ma una volta che iniziamo a pensare ad altre cose che ci preoccupano e altre cose sono importanti per noi, abbandoniamo l’Albero della Vita e ci connettiamo all’Albero che ha ogni tipo di altre cose, sia buone che cattive.

La prossima volta che succede qualcosa che ci turba, che vuole prendere i nostri pensieri importanti, dobbiamo ricordarci ciò che ci dice il Creatore. Il modo per essere connessi alla vita è la singolarità di consapevolezza, e la via per essere connessi all’Albero della Conoscenza, del Bene e del Male è attraverso ogni tipo di altra consapevolezza. Naturalmente è un lavoro per la vita, ma se uno si spinge costantemente ad essere singolare nella sua consapevolezza, singolare nel suo desiderio di connessione alla Luce del Creatore, allora infine, come dice lo Zohar, può raggiungere uno stato dove non sperimenterà la morte. Invece, se abbandona quel sentiero, se abbandona la consapevolezza singolare, allora ogni tipo di morte e oscurità sono parte di quel sentiero.

Dice lo Zohar, che fino a quando non manteniamo una singolarità di consapevolezza, a volte succederanno cose buone, a volte succederanno cose cattive. A volte le cose saranno sconvolgenti, a volte saranno tranquille. A volte vi sarà giudizio, a volte vi sarà misericordia. Ma non saremo capaci di mantenere una connessione alla vita, alla misericordia, alla bontà e la pace. Perché se permettiamo molte consapevolezze differenti – questo è importante e quello è importante – allora ci uniamo a quello. Abbiamo fatto la scelta: “Mi unisco all’Albero della Conoscenza, del Bene e del Male.” Lo Zohar ci dice che il Creatore desidera per noi di avere bontà e ci dice ogni giorno di smettere di mangiare dall’Albero della Conoscenza, del Bene e del Male, e di smettere di preoccuparci o di occuparci per questo e per quello.

Non siamo fatti per essere perfetti, ma in una settimana, in un giorno, quanto della nostra mente è connesso all’Albero della Vita? Ora che comprendiamo questo, la domanda che ci facciamo è: Quanta parte della mia consapevolezza è solamente concentrata sulla connessione alla Luce del Creatore e quanta è concentrata su altre cose? E quando una parte sufficiente di noi spinge in quella direzione, questo cambia il mondo. E’ una sezione molto importante nello Zohar e dal momento che ci viene rivelato durante lo Shabbat Emor, ciò significa che questa capacità di essere risvegliati ad una connessione maggiore alla singolarità della connessione, in questo Shabbat è disponibile per noi.