Di Michael Berg

Abramo ebbe due fratelli, Haran e Nahor, ed è nella porzione di Noach che Haran muore. L’Ari ci dice che Haran fu in seguito reincarnato in Aaronne, fratello di Mosè, un enorme gigante spirituale; il nome Aaronne contiene il nome Haran, con l’aggiunta di una Aleph, che rappresenta un’iniezione della Luce del Creatore.

Durante il tempo di Abramo, la gente credeva che ci fossero molte forze nel mondo e che idoli diversi dovevano essere venerati per avere aiuto in cose diverse. Ma Abramo iniziò a rendersi conto che c’era solo un’unica forza dietro questo mondo e che connettersi e unificarsi ad esso, invece che adorare diversi idoli, è lì che si dovevano concentrare le nostre energie.

Tuttavia, Terach, suo padre, era un grande adoratore di idoli, e, l’attività della sua vita era vendere idoli. Quindi, quando vide suo figlio, Abramo, iniziare ad andare non solo contro di lui, ma anche ai suoi affari e il mondo, Terach andò da Nimrod, il leader dell’epoca, e gli disse di fare qualcosa per suo figlio, per cui Nimrod gettò Abraham nel fuoco. Come sappiamo, accadde un miracolo e Abramo fu salvato dal fuoco e iniziò a cambiare il mondo. Ma cosa stava succedendo con il fratello di Abramo, Haran, durante tutto questo tempo?

Quando Terach disse a Nimrod, “Uccidi mio figlio”, c’era Haran. Il Rashi ci dice nel Midrash che Haran era una di quelle persone che non volevano essere troppo coinvolte o prendere posizione, soprattutto quando poteva comportare la morte o altri problemi. In particolare, dice che Haran è “seduto”, il che significa che non sta prendendo posizione. Haran decide che se Abramo si fosse in qualche modo miracolosamente salvato, significherebbe che sta dicendo la verità, e quindi avrebbe seguito il suo percorso, ma se Nimrod fosse riuscito ad uccidere Abramo, significherebbe che il suo percorso è la strada giusta, e quindi Haran savrebbe seguito Nimrod. Haran, quindi, sta chiarendo molto chiaramente che non si schiererà con l’uno o l’altro; e benchè pensi che Abramo abbia ragione, non è disposto a sacrificare la sua vita o addirittura a intromettersi. Solo quando avvenne il miracolo e Abramo fu salvato, Haran disse: “Okay, sto dalla parte di Abramo”, al che suo padre rispose, gettandolo nel fuoco e morì.

Perché Haran è morto e Abramo è vissuto? Riguarda la responsabilità di prendere posizione e non solo quando le cose sembrano facili. Abramo fu salvato non solo perché prese posizione, ma poiché lo fece immediatamente, prese posizione quando non aveva idea di cosa sarebbe successo facendo così: la morte o la vita. Haran, tuttavia, prese posizione solo quando pensò che le cose sarebbero state un pò più facili, quando Abramo aveva già mostrato la strada. Ma poiché Haran stava aspettando che fosse più facile, perse la possibilità, in quella incarnazione, di correggersi.

La comprensione che ne ricaviamo è che se non difendiamo il nostro cammino, nel tempo, potremmo dover tornare a farlo con  un’altra incarnazione. L’Ari, nella sezione 33 di “The Gate of Reincarnations”, parla delle incarnazioni di Aaron e del prossimo passo di Haran come Aaron. Haran si reincarnò nel ruolo di Aaron, una persona incredibilmente giusta. Ma, in verità, è venuto in questo mondo per correggere solo una cosa: prese posizione. Aaron passava 24 ore al giorno a condividere, aiutare e fare la pace, ma tutta la sua grande opera non era proprio ciò che la sua anima veniva in questo mondo per correggere; c’è stato solo un momento nella sua vita per il quale è venuto in questo mondo, ed è stato allora che gli Israeliti volevano fare il vitello d’oro. Andarono da lui e gli dissero: “Che ne dici, sei con noi o contro di noi?” Era la stessa domanda che Nimrod pose ad Haran.

Al tempo di Abramo, Haran rispose: “Sono con Abramo”, ma lo disse tardi, quando fu più facile, e così, si reincarnò in Aaron. Che cosa è successo quando si è ripresentato il test? Non riuscì a dirlo e fece lo stesso errore. E benchè non avesse fatto un vitello d’oro, prese posizione un pò più tardi e, quindi, non  corresse. Certamente, Aaron raggiunse grandi altezze, ma non ottenne la correzione di Haran.

L’Ari dice che Aaron, per ottenere la sua correzione, in realtà era destinato a farsi uccidere in quel momento. Ma allora, perché in quel momento Aaron ha iniziato a pensare a tutti i motivi per cui non avrebbe dovuto rinunciare alla sua vita? Perché quella possa essere l’unica ragione in questo mondo. E questo è vero per tutti noi. L’ultima cosa al mondo che vogliamo fare, la cosa più difficile da fare, è la cosa da fare e per cui siamo effettivamente venuti.

Siamo unici in ciò che siamo e siamo unici in ciò che siamo qui per correggere. Le cose buone e quelle terribilmente scomode sono le cose che ci rendono unici, e sono il motivo per cui siamo in questo mondo. L’Ari dice che ogni singola persona ha bisogno di conoscere l’origine e la radice della sua anima. Come ci viene rivelata la fonte della nostra anima? Quando arriviamo a questa comprensione e continuiamo a scavare nella nostra mente che le cose più scomode e stimolanti che stanno accadendo ora  nella nostra vita, fanno tutte parte del processo per portarci a rivelare la nostra unicità. Vivere con questa consapevolezza non ci toglie, necessariamente, la difficoltà di esporci o di sentirci a disagio, ma può darci gioia nel farlo.

Vogliamo iniziare a guardare alle nostre vite in questo modo, per comprendere la nostra unicità e come tutto – il difficile, il buono, il disagio – sono tutti perfetti per lo sviluppo della nostra unica Luce. Quando iniziamo a riconoscere e vivere veramente questo, il Creatore non solo inizia a rivelarci la fonte della nostra anima, ma possiamo anche iniziare a trarre piena gioia dai tempi difficili e scomodi, perché sappiamo che sono esattamente il motivo per cui noi siamo qui.