Michael Berg

La porzione di Miketz inizia con la parola vayehi, che rappresenta qualcosa di negativo, il che è strano, perché questa porzione parla di un evento positivo: Giuseppe esce dalla prigione. Quindi, cosa c’è di negativo al riguardo? L’Ari, Rav Isaac Luria, spiega che il Faraone rappresenta il lato negativo, e nella porzione di Miketz, il Faraone riceve il livello di profezia. La profezia è un livello elevato di connessione con la Luce del Creatore, ma dal momento che il Faraone rappresenta il Lato Negativo, come può  meritare la profezia?

Per rispondere a questo, dobbiamo riprendere un insegnamento di cui mio padre, Rav Berg, ha spesso parlato. In Ebraico, la parola averah è erroneamente tradotta come “peccato” o “trasgressione”. Tuttavia, averah deriva dalla parola “cedere”, come noi “cediamo” la nostra Luce al Lato Negativo; ogni volta che agiamo in modo negativo stiamo cedendo la nostra Luce al Lato Negativo, e ogni mancanza o dolore che sperimentiamo nella nostra vita proviene da quell’energia che abbiamo ceduto.

Il modo in cui il lato negativo ha il controllo su di noi è attraverso la Luce e l’energia che gli diamo – attraverso la averah, il transfert della nostra energia, il lato negativo è in grado di controllarci e darci oscurità, mancanza, dolore e tristezza. Pertanto, se una persona è in grado di recuperare tutta la Luce che ha ceduto al Lato Negativo, allora non ci sarà più mancanza, tristezza o dolore. E così, nella misura in cui siamo in grado di riprendere tutta l’energia che abbiamo ceduto sarà la misura in cui sapremo rimuovere tutta l’oscurità dalla nostra vita. Ma come riprendiamo quella Luce? I kabbalisti usano una parabola per spiegarlo:

C’era un fabbro che vide dei cammelli che trasportavano infinite quantità di biancheria che gli venivano incontro. Il fabbro aveva un negozio molto piccolo e non aveva idea di cosa avrebbe fatto, perché non poteva assolutamente sistemare tutta quella biancheria. Ma poi un saggio disse al fabbro che solo una piccola scintilla del suo martellare poteva accendere la biancheria e distruggere tutto in un istante.

Per rimuovere l’oscurità e riprendere tutta la Luce, c’è un processo che è molto più facile di quanto pensiamo: una scintilla di Luce può porre fine a tutta quell’oscurità in un istante, come dice la parabola. Tutto ha a che fare con la nostra consapevolezza; se pensiamo di dover lottare per riprendere ogni singola scintilla che abbiamo mai ceduto, non lo faremo mai. Ma dobbiamo ricordare, come nella parabola, che una sola scintilla finirà tutta la biancheria. Una scintilla riporterà tutta la Luce che abbiamo dato al Lato Negativo. Questo è il segreto della porzione di Miketz ed è il segreto di Chanukah, che cade durante questa porzione.

Giuseppe cadde leggermente sia quando la moglie di Potifar cercò di sedurlo, sia quando pose la sua certezza nel servitore del vino. Dare quell’energia al lato negativo è ciò che lo ha tenuto in prigione e ciò che ha dato a Faraone il potere della profezia. Pertanto, la ragione per cui questa porzione inizia con la parola vayehi, che significa oscurità o negatività, è perché parla del tempo in cui Giuseppe era in prigione – non in prigione fisica, ma in una prigione spirituale. E, come tale, il Faraone aveva il dominio, perché Giuseppe aveva ceduto il suo potere. Tuttavia, il momento in cui il Faraone riceve il livello della profezia a causa del fatto che Giuseppe aveva ceduto la averot alla Parte negativa è anche il momento in cui Giuseppe riprende il suo potere; Il faraone dice: “Ti ho dato il controllo di tutto l’Egitto”. L’Egitto rappresenta il lato negativo, e quindi Giuseppe ha ripreso tutta la negatività, tutta l’energia che aveva dato al Faraone, il lato negativo.

Uno dei più grandi doni di Shabbat Miketz e di Chanukah è la capacità di riprendere il controllo. Per connetterci a questo, iniziamo con la comprensione che l’oscurità viene dalla Luce che abbiamo ceduto. Quindi, dobbiamo capire che per riaverla abbiamo solo bisogno di una scintilla. Se Giuseppe avesse dovuto combattere per tutta la Luce che aveva ceduto, ci sarebbe voluta un’eternità. Invece, arrivò alla comprensione che abbiamo solo bisogno di una scintilla di Luce per bruciare tutte le forze della Negatività e riportare tutta l’energia che abbiamo ceduto. Una volta che Giuseppe giunse a quella consapevolezza e comprensione, riprese il controllo.

Uno dei grandi segreti di questa porzione, e di Chanukah, è che abbiamo bisogno di ben poco. Naturalmente, per prima cosa dobbiamo iniziare con la chiarezza che l’unica ragione per cui non abbiamo controllo nella nostra vita, l’unica ragione per cui abbiamo oscurità o mancanza, non è a causa di nessun altro, o a causa del Creatore. È a causa della nostra averot, della Luce e dell’energia che abbiamo ceduto al lato negativo. Se non abbiamo questa chiarezza, il prossimo passo – la comprensione che tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una piccola scintilla per bruciare tutto il lato negativo – non potrà arrivare.

Accendendo la Chanukiah, a Chanukah, possiamo riportare tutta la Luce che abbiamo ceduto al Lato Negativo. Pertanto, questa deve essere la nostra consapevolezza e la nostra meditazione in questo periodo; se avessimo bisogno di combattere per riavere tutto, se avessimo bisogno di riconquistarla, ci vorrebbero infinite vite, ma con lo Shabbat Miketz e durante Chanukah, ci è stato dato il potere di farlo. Possiamo prendere il controllo e riavere la nostra Luce, e non è per il lavoro che facciamo; è piuttosto un dono incredibilmente eccezionale che ci viene dato.